Sulle orme dei nostri cani

 

 

 

Cassazione: il guinzaglio solo nei centri abitati.


cani al guinzaglioFonte: animalieanimali /immagine tratta da Comune di Portogruaro

CANI AL GUINZAGLIO E MUSERUOLA? SOLO IN CENTRI ABITATI, SECONDO CASSAZIONE

13 novembre 2009 – I cani non devono sempre avere guinzaglio e museruola. Infatti non può essere multato il padrone se l’amico a quattro zampe gira libero per piccole strade con qualche abitazione intorno. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza 23820 del 10 novembre 2009, ha ricordato che il divieto, spesso imposto con ordinanze comunali, vale solo nei centri abitati (in senso stretto).
Ma non basta. Con la stessa decisione la seconda sezione civile ha stabilito che l’infrazione, qualora cane e padrone siano in città, non va contestata immediatamente dal vigile. (fonte: cassazione.net)
da Anmvioggi.it

 

Gli manca la parola….


Certo che gli manca la parola… tagliando code e orecchie li priviamo di importanti e fondamentali strumenti di comunicazione. E’ come se ci recidessero le corde vocali e le braccia.

disegno tratto dal sito www.anisn.it

disegno tratto dal sito www.anisn.it

Di seguito riporto “pari pari” l’articolo comparso sul quotidiano La Zampa.it

Evidenzio dei punti fondamentali per la comprensione del linguaggio canino.

CODE MOZZATE AI CANI, L’ITALIA SFIDA L’EUROPA

Al voto il permesso di tagliarla per motivi estetici. Rivolta degli animalisti: tortura dannosa e inutile
ANTONELLA MARIOTTI
TORINO
Per migliorare la razza sarebbero da tagliare al padrone…». È uno dei messaggi che compare nelle centinaia di forum animalisti che, ieri sera, aspettavano l’esito della discussione alla Camera sull’emendamento Stefani e Contento alla legge di ratifica sulla Convenzione di Strasburgo, che reintroduce l’amputazione della coda e delle orecchie in alcune razze di cani. «Un clamoroso autogol, dopo i passi avanti con le ordinanze della Martini sugli animali». La prima a scagliarsi contro le mutilazioni è l’Enpa, con il suo direttore scientifico e veterinario Ilaria Ferri: «È una pratica richiesta da cacciatori e commercianti. Secondo i cacciatori, i cani di alcune razze che nascono con la coda lunga possono farsi male nei boschi. Quindi vuol dire che la caccia è una pratica pericolosa anche per i cani. E allora perché praticarla? Poi ci sono le esigenze dei commercianti».

In questo caso, però, la smentita arriva dal presidente dell’ordine dei veterinari di Torino, Cesare Pierbattisti. «Ormai in tutti gli standard delle mostre canine non vengono ammessi esemplari con la coda o le orecchie tagliate. In Inghilterra, che è uno dei Paesi più garantisti, la coda può essere tagliata solo nei primi otto giorni di vita del cucciolo». È stata l’Europa, comunque, a dire no alle amputazioni – spesso molto dolorose – delle estremità dei cani, e alle direttive europee si è subito allineata la Federazione cinofila internazionale. «Non si capisce perché reintrodurre questa pratica – aggiunge Pierbattisti – perché così gli animali non potranno più partecipare alle mostre canine».

E accanto all’aspetto utilitaristico c’è quello più autentico. Per i cani – spiegano i veterinari – coda e orecchie sono come per noi le parole e i gesti. Le orecchie dritte indicano uno stato di allerta e quindi una posizione di difesa o di attacco. «È come se a un uomo tagliassero le mani. L’animale con le orecchie mozzate sarà sempre in difficoltà con i propri simili e non verrà mai accettato tranquillamente: i suoi simili ne avranno sempre paura». Lo spiega Roberto Marchesini, zooantropologo, si occupa da anni di comportamento animale e della relazione animale-uomo. Conosciuto dalle associazioni animaliste, si batte da anni per una buona «convivenza» tra cittadini proprietari di animali e non. Nella sua famiglia vive «Maya», una rottweiler che, naturalmente, conserva tutta intera la sua coda. Ma sono proprio le orecchie il nocciolo del problema. «Il loro taglio – sottolinea – stravolge la mimica del cane: avrà sempre un aspetto aggressivo e, non appena lo vedono gli altri cani, è inevitabile che comincino ad abbaiare e a innervosirsi».

La comunicazione del cane – conclude Marchesini – è sempre «una comunicazione di calma»: «E’ un animale che cerca sempre la relazione. Soffre quindi il rifiuto dei simili e, poi, c’è la questione della sofferenza fisica: il taglio delle orecchie è doloroso e per la coda c’è, come per gli esseri umani, la sensazione dell’arto fantasma. Sono sbigottito dal livello di ignoranza che c’è in tema di animali».

 

I cani possono entrare nei ristoranti e nei bar?


perchè un cane educato non può entrare?

perchè un cane educato non può entrare?

Bella domanda! Mi sono interessata personalmente recandomi  presso i più svariati uffici ma le idee non sono riuscita a chiarirmele, anzi… C’è chi dice che sono normative statali, chi comunali e chi ti spiazza dicendo che dipende dall’Asl. Anche qui è in auge il gioco “scaricabarile”

Sul sito della Lega Nazionale per la difesa del Cane trovate un articolo che, abbastanza semplicemente, spiega la normativa.

Dopo averlo letto, e in base alle esperienze vissute con la mia Lola, continuo a non capire di chi è il potere decisionale. Sembra che la normativa nazionale possa essere modificata dai singoli Comuni ma che l’ultima parola, di fatto, dovrebbe spettare ai gestori dei locali. Questi ultimi, quando affrontiamo l’argomento mi riferiscono che se fanno entrare gli animali rischano di incappare in forti sanzioni; mi parlano di ASL e di Vigili e di OBBLIGO di mettere il cartello di divieto sulla porta del locale. Alloraaaa…..!!!!????

Ma chi non vuole fare entrare i nostri cani? Il Comune, l’ASL o gli esercenti? A volte ho la sensazione che siano questi ultimi ad “accampare la scusa”. Ma devo anche dire che gestori che hanno sempre accettato Lola di buon grado,  ben felici di coccolarla e rimpinzarla di premietti,  all’improvviso non ci hanno più fatte entrare perchè….era passata l’ASL

Quindi siamo ancora al campo delle sette pertiche… ma riusciremo a venirne a capo. Voglio crederci!!

 

Elisa e Ally


Ally

Ciao. E’ successo tutto domenica 18 ottobre… la chiamo, sento la medaglietta e poi più nulla… vado a cercarla e la trovo li, distesa sul bordo del marciapiede… La mia bambina, l’amore della mia vita, la mia famiglia, il mio mondo,il motivo di alzarmi la mattina e rientrare a casa la sera… Era li e io non ho fatto niente per lei. Lei che ha affidato a me la sua vita, lei che viveva per me, io che vivevo per lei… avrei preferito succedesse a me ma non a lei.
Non faccio altro che piangere. Ogni cosa, ogni posto… tutto mi ricorda di lei. Nemmeno uscire di casa posso dire mi aiuti, tutti mi chiedono di lei, dove sia, come mai non è con me.
Gli amici non capiscono “devi reagire, c’è di peggio, vuoi dirmi che è peggio questo piuttosto della morte di uno di noi?…cresci, non fare la bambina…era solo un cane”… e poi mi chiedono perchè non parlo… perchè devo spiegare perchè sto male, perchè devo dare spiegazioni, perchè devo giustificare, perchè dovrei sentirmi in colpa di star male, di sentirmi morta, sola, a pezzi, finita?… perchè?
Sto così e basta.
Ho perso la mia vita penso possa bastare no?
I medici che ti riempiono di farmaci per dormire, tu che non li prendi però intanto passi le notti in bianco a piangere… la mattina senti ancora le zampine sul parquet che ti vengono a chiamare per la pipì..la sera esci dal lavoro di corsa perchè lei è a casa….e dopo qualche minuto ti rendi conto che non è più vero, che lei non c’è più, che quando aprirai la porta lei non sarà li sul divano ad aspettarti….
Giri per casa, apri un armadio e ti trovi davanti le sue coperte, i giochi, i pupazzi, i collari, i guinzagli, le spazzole… tutte le sue cose che gli amici ti hanno nascosto…e senza rendertene conto ti ritrovi in una valle di lacrime…  e poi vai dal veterinario a fare la denuncia di morte, lui che giustamente vuole sapere, capire ….ed esci in lacrime un’altra volta.
Mi manca da morire

 

Novella e Artù


Novella e ArtùIl mio Artù è morto ieri, investito da un’auto. E quando mi è stato comunicato ho sentito una scarica lancinante addosso. Lui era la mia ombra, la mia compagnia, il mio Dono più prezioso. E ora non c’è più… e io non trovo consolazione nè pace alcuna. Penso ai suoi occhi indifesi su quella strada, al suo sguardo impaurito quando veniva a rifugioarsi da me. Io non c’ero. E’ morto così…in maniera assurda…. e io non me ne faccio una ragione. Mi manca una parte di cuore, il suo amore incondizionato e puro.

 

Ancora traffico illegale di cuccioli


cuccioli

TRAFICO ILLECITO DI CANI DALL’EST: 12 a giudizio tra commercianti, allevatori e veterinari

04 novembre 2009

(ANSA) – BOLOGNA, 4 NOV – 12 a giudizio per un traffico di cuccioli di cane da paesi dell’est Europa, pagati poche decine di euro e rivenduti in Italia con falsi documenti.

Lo ha deciso il Gup di Bologna. Le accuse vanno dal maltrattamento di animali, alla frode in commercio, truffa, associazione per delinquere. I rinviati a giudizio sono un commerciante di animali di Casalecchio, sua moglie, due dipendenti, tre veterinari e alcuni allevatori. I cani venivano rivenduti in Italia con falsi documenti. I cuccioli venivano acquistati all’est per 65 euro e rivenduti a 1.000. (ANSA).

 

Denuncia per il mancato soccorso a un cane


maltrattamento animaliMolti siti e Blog (compreso il mio) mettono a disposizione dei lettori i recapiti ai quali rivolgersi nel caso si sia testimoni di maltrattamenti o mancato soccorso agli animali.

Ma qual’è la realtà con la quale si deve fare  conti? E’ la realtà dello “scaricabarile” e del “adesso non possiamo”.

Personalmente più volte mi sono rivolta alle istituzioni segnalate, chiedendone l’intervento per far cessare appunto dei maltrattamenti, nel caso specifico nei confronti di cani. Le risposte avute sono state di vario genere (o meglio, le scuse addotte sono state di vario genere). Alcuni esempi: 1) c’è molto ghiaccio per le strade e tutte unità sono impegnate; 2)non è compito nostro, deve rivolgersi a….; 3) deve fare un esposto scritto a noi ed al veterinario dell’ASL che giudicherà se intervenire (nel frattempo il cane può morire); 4) al recapito telefonico non risponde nessuno.

Insomma, a volte mi sono trovata in situazioni spiacevoli da gestire da sola. e, ovviamente, non ho mai risolto il problema a monte.

Fermo restando che ci sono delle priorità da rispettare, è possibile che tutti nel momento in cui vengono chiamati, siano totalmente occupati?

Forse dovremmo fare come la signora protagonista del seguente articolo., però dovremmo passare la vita barcamenandoci tra avvocati, aule di tribunale e quant’altro.

Mah!! Non lo so… è una vita difficile. E’ sicuramente importante essere a posto con la propria coscienza anche se ciò non consente la soluzione del problema che vorremmo risolvere e, soprattutto, non aiuta gli animali. E questo lascia veramente tanto amaro in bocca.


Denuncia per il mancato soccorso a un cane

Fonte: IL CENTRO 28 OTTOBRE 2009

LANCIANO (CH). Un esposto in Procura per un cane rimasto ferito in strada. Il mancato intervento da parte dei vigli urbani, del 113 e del servizio veterinario della Asl per recuperare, nei giorni scorsi, un cucciolo di pastore tedesco ferito in via Per Fossacesia, ha portato la signora Katia De Ritis , di Lanciano, a rivolgersi ai magistrati. «Ci sono gli estremi per l’omissione di atti di ufficio per 113 e vigili urbani perché, dopo la segnalazione di pericolo, non sono intervenuti né per dirigere il traffico né per salvare la bestiola», afferma la De Ritis, «e, al servizio veterinario della Asl, per l’omissione di soccorso dell’animale salvato dagli automobilisti. Una vicenda indecente».  «Non sono arrivate richieste di intervento», replica Nicola Travaglini , del servizio veterinario Asl. «Se il cane è ferito, l’intervento è immediato, altrimenti prima bisogna attendere che il sindaco emetta l’ordinanza di accalappiamento».



 

Nostalgia


Oggi è una giornata un po’ strana, sono sul “crepuscolare” andante e mi sento calzare a pennello la citazione di N. De Chamfort ” più conosco gli uomini, più amo i cani”.

Antonella, commentando un mio post, mi ha fatto venire una terribile nostalgia dei tempi andati, quando ancora non sapevo di stare vivendo delle illusioni: i tempi de “Il Richiamo della Foresta“, di Zanna Bianca, i tempi di Jack London (colui che considero il pioniere dell’educazione cinofila),  i tempi in cui tutto era più naturale. Ma forse non ho nostalgia di quando ero piccina, credo che in questo momento vorrei aver vissuto all’epoca dei cercatori d’oro…

Adesso vado a noleggirmi il video …

 

Poesia dal web.


Spigolando nel web ho trovato  questa poesia, per me, deliziosa. Fresca, spontanea e, purtroppo, molto realistica!.


MORO, IL MIO CARO AMICO

catene spezzate

Moro era un cane, Moro era nero.
Io ero suo amico, il più sincero!
Moro era un cane molto affettuoso.
Il padrone diceva: “È pericoloso”!…
Moro era un cane sempre legato,
non era cattivo, ma… sfortunato.
Ero apprendista, lavoravo lamiera.
Lui, cane da guardia, anche la sera.
L’ora di pranzo aspettavamo,
poi… via la catena! E giocavamo!
Moro era un cane ormai molto stanco.
Moro era un lupo, senza il suo branco…
Una mattina l’ho visto morire… Gli occhi velati…
Io pure, dal pianto!
M’hanno aspettato, li ho salutati…
Moro diceva alla nera Signora:
“Arriva il mio amico… un attimo ancora!”
Lei ne ha avuta di compassione,
ma non certamente quel suo padrone:
“Asciugati il viso, dammi una mano,
Moro era un cane”…E tu? Un essere… umano?

Antonio Zannino

Antologia del Premio Letterario
Il Giro d’Italia delle Poesie in cornice 2008

Foto tratta dal blog lamiapelle

 

Bidoni aspiratutto


insaziabileSassi, palline, tappi, calzini, fazzoletti, pezzi di corda, schegge di ossa o legno, lische di pesce, sono solo una minima parte della varietà di corpi estranei ingeriti e poi ritrovati nell’esofago e nello stomaco del cane: un repertorio veramente illimitato, incredibile e un problema che può causare una sintomatologia drammatica ed avere risvolti letali.
I corpi estranei possono incastrarsi a diversi livelli: quelli appuntiti si potrebbero conficcare nel palato, nella lingua o fra i denti: l’animale porta le zampe anteriori verso il muso come se tentasse di strapparsi qualche cosa dalla bocca, ha conati di vomito e segni di soffocamento. Altri oggetti possono raggiungere l’esofago e lo stomaco causando eccessiva produzione di saliva, dolore durante la deglutizione, rigurgiti di cibo e difficoltà respiratorie. Le conseguenze possono essere infezioni, lesione alle mucose, necrosi localizzata nel punto di contatto. Se si pensa che il “bidone aspiratutto” si sia ficcato nei pasticci si deve contattare il veterinario di fiducia. Se il corpo estraneo è visibile è probabile che il medico riesca a toglierlo con qualche “mossa strategica”, altrimenti, dopo le indagini radiologiche del caso, dovrà intervenire chirurgicamente. Fortunatamente anche la medicina veterinaria si avvale di strumenti radiologici che permettono una chirurgia mini invasiva come la video-endoscopia.

Certo sarebbe meglio non arrivare a questo punto cercando, dove possibile, di arginare il problema insegnandogli a non afferrare quanto trova per terra, fondamentale per tutelare la vita del cane che può trovare sulla sua strada anche bocconi avvelenati.
Con una parolina “sussurrata” nel momento opportuno possiamo fargli capire che deve lasciare a terra quanto lo interessa. Niente maniere forti ma un gioco divertente che ha anche l’obbiettivo di rendere interessantissimo il proprietario agli occhi del cane. Un’ ulteriore occasione per rinforzare la relazione con il proprio amico e stare più tranquilli durante le passeggiate insieme.

(le informazioni di medicina veterinaria sono tratte dal sito www.chirurgiaveterinaria.com

la foto è tratta da animationworld.forumcommunity.net/?t=17642244‘)