Articoli con tag ‘linguaggio’

Giocare per amore


giochiamo?Le potenzialità del gioco per creare relazione con il nostro cane sono inimmaginabili. Nella vita frenetica di tutti i giorni si rischia di non coinvolgerlo in attività ludiche a lui pertinenti. I figli, la casa, il lavoro che si protrae oltre l’orario grazie anche ai cellulari, rischiamo di trascurare un’esigenza per lui fondamentale. Dedicandogli del tempo, condividendo momenti fatti di attività come gioco, passeggiate, vita in famiglia, si crea una relazione affettiva, si educano. Si ottiene molto di più così che non attraverso sgridate, punizioni, imposizioni. Condividere e dedicarsi sono strumenti più efficaci. Riscoprire il gioco semplice approfittando di momenti semplici, come quando cuciniamo: nascondere un boccone di scarto e poi cercarlo insieme, oppure nasconderlo nella sua copertina o metterlo in una scatola – anche solo quella dalla pasta – e farglielo conquistare. Il gioco è un mezzo per comunicare, attraverso il gioco gli trasmettiamo amore.

 

Il cane cerca di salvare il pesce.


Immagine anteprima YouTube Ecco un altro video che spopola sul web: il cane che tenta di salvare la vita ai pesci. Almeno questo è ciò che recepiamo. Di fatto l’obbiettivo del cane è ben altro e si ricollega al comportamento atavico, tipico del lupo alla ricerca continua di cibo. Quando la preda è abbondante la sotterra per metterla al sicuro da altri predatori, nel caso di periodi di magra.
Il cane del filmato, non ha a disposizione terra o sabbia ma non può comunque sottrarsi dal manifestare un comportamento insito nel suo DNA (etogramma) , tipico della sua specie. Con il muso, quindi, simula la copertura della preda. A noi, invece, può sembrare che stia cercando di bagnare il besce per aiutarlo a sopravvivere.
I cani, nostri compagni, non hanno la necessità impellente di mangiare perché sono sempre sostanzialmente sazi, quindi preferiscono nascondere il cibo per consumarlo successivamente.
Hanno questo atteggiamento anche con giochi, ossa, pupazzetti. Li celano tra le copertine, tra i cuscini del divano, a volte nei vasi delle piante di casa e, naturalmente chi ha un giardino, li sotterra.
E’ un comportamento innato che è bene NON disincentivare. L’animale rivela la sua essenza, da ammirare e rispettare. Si possono creare delle alternative creando apposite montagnette di sabbia o terra nei giardini e, in casa, creare montagnette di copertine.
Code al Vento® a tutti

 

Video divertenti: cani sul trampolino. (Schema motorio)


Animali che saltano sul trampolino Video divertenti di animali. Il web ne è pieno! Tante manifestazioni buffe, tenere, che ci suscitano emozioni. Ma le emozioni degli animali, ripresi nei loro svariati comportamenti, sono uguali alle nostre?
Un video con un grande numero di visualizzazioni è quello che vi propongo in questo spazio.
Animali che saltano sul trampolino.
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Chi non si divertirebbe a vederlo! Sono troppo simpatici, birbanti, scatenati, pieni di vita! Ho scelto questo filmato perché potrete notare la diversità di comportamento tra un animale e l’altro e capire come le diverse specie, compreso l’uomo – che sempre animale è – si differenziano l’una dall’altra.
Naturalmente, considerata la mia professione, poniamo l’attenzione sul cane in una delle sue manifestazioni più ancestrali! Una magnificenza, da rispettare e ammirare.
Dopo la premessa, entriamo nel vivo e osserviamo una vera e propria parte di uno schema motorio riferito alla caccia. Uno schema motorio è, in pratica, un comportamento innato, genetico che non ha bisogno di essere appreso e viene automaticamente rinforzato ad ogni successo.
La caccia, ad esempio, è composta da vari schemi motori:
- ricerca e individuazione della preda (es. la punta è uno schema motorio);
- inseguimento, cattura, uccisione e consumo (tutti schemi motori);
I nostri cani, non avendo bisogno di cacciare per sfamarsi, hanno perso l’abilità nel manifestare correttamente le giuste sequenze e tutti gli schemi motori, tuttavia ne mettono in atto qualcuno (ogni soggetto in modo diverso) nel comportamento predatorio. Rincorrere ciò che rotola, corre, – bambini, motorini, palline biciclette – è uno schema motorio. Lo fanno anche se non hanno fame!
Quando un cane o un lupo catturano, spesso lo fanno con un balzo inconfondibile: scattano sulle zampe posteriori, inarcano la schiena e atterrano sulla preda con le zampe anteriori, con la mandibola pronta ad afferrare.
Ora, per tornare al video “divertente”, è inconfondibile qualche schema motorio. Tutti i cani del filmato fissano insistentemente un punto sul tappeto elastico (questo è già uno schema, ricordatelo) e poi mettono in atto il balzo (altro schema). Lo ripetono fino allo sfinimento perché, ovviamente, non c’è nulla da catturare. Osservate l’Akita (una delle razze più antiche), osservate il Pointer (cane da caccia), osservate le volpi (certamente più selvatiche). Gli altri cani manifestano gli stessi schemi seppur in modo diverso o meno evidente ma dipende dalla razza, dalla conformazione fisica. L’Alano, ad esempio, secondo me farebbe esattamente come gli altri se non fosse impedito dalla sua conformazione e le piroette che vediamo fare al Bulldog, sempre secondo me, sono una questione di baricentro: ha la testa pesantona e automaticamente cappotta.
Diversi sono i comportamenti delle caprette e degli altri animali. Comportamenti diversi da una specie a quell’altra.
E ora arrivano le riflessioni! Secondo voi è divertente per un cane che mette in atto un suo istinto innato, atavico, sfinirsi senza portare a casa un tubo? Non è divertente, è frustrante ed estremamente eccitatorio. Provate a pensarla dalla loro prospettiva (come bisognerebbe sempre fare)!
Se proprio non si può fare a meno di fare questo giochino, perlomeno bisognerebbe che il nostro amico scendesse dal tappeto con qualcosa in bocca, come un osso di pelle di bufalo e certamente dopo pochi balzi, per non caricarlo eccessivamente di eccitazione. Consideriamo anche la pericolosità di questo nostro intrattenimento. Se per caso gli finisce una zampa tra una corda e l’altra probabilmente poi andremmo dal veterinario ortopedico.
Metteremmo mai i nostri figli nelle condizioni di farsi male, provocandoli anche? Li faremmo mai salire su un tavolo per poi fargli cercare di prendere più e più volte un gelato che prima gli offriamo ma poi ritiriamo? Ospedale pediatrico assicurato! E se nulla succede lo lasceremmo poi a bocca asciutta? Sono certa che questo noi non lo facciamo con la nostra prole.
Code al Vento a tutti!

Bibliografia: Tutto sulla psicologia del cane – Joel Dehasse / Dogs – Raymond e Lorna Coppinger

 

E’ mio! Come togliere qualcosa dalla bocca del cane.


prova a prendermelo!

prova a prendermelo!

Andiamo per gradi:
1) E’ un cucciolo o un cane adulto?
2) Quanto è importante per il cane la risorsa che ha in bocca?
3) Che tipo di relazione è stata instaurata con il proprio cane?
4) Perché vogliamo toglierglielo? E’ pericoloso ciò che sta mangiando?
5) A che razza appartiene?

Ora potrei consigliare passo per passo come insegnare il “lascia” ma ci sono una serie di fattori, compreso il mio metodo educativo, che non mi fanno generalizzare.

Invece mi soffermo sui punti sopraelencati:
1) E’ molto più semplice instradare un cucciolo a farci lasciare volentieri ciò che gli interessa, piuttosto che un cane adulto con un istinto possessivo già ben sviluppato
2) Quanto è importante la risorsa per il cane? Tutto non ha lo stesso valore! Cibo, osso, gioco, oggetto trovato in passeggiata… Non solo non hanno lo stesso valore ma l’importanza che il cane gli attribuisce cambia in base al contesto (dove si trova), allo stato emozionale, al suo personale limite della distanza individuale (prossemica) e, quindi, da chi viene avvicinato. Per farvi un esempio, noi uomini potremmo fare un casino inenarrabile se ci fregassero l’ultima sigaretta che abbiamo nel pacchetto, mentre ne faremmo molto meno se ci fregassero un pacchetto intero ma ne avessimo un altro di scorta. La nostra reazione dipenderebbe anche da CHI ci frega e dove. Un amico? Un parente? Un conoscente o uno sconosciuto? A casa, in un bar, mentre camminiamo, in auto? Provate a pensare come cambierebbe la vostra reazione per difendere la stessa risorsa e poi immaginate il tutto adeguandolo al vostro quattro zampe.
3) Che tipo di relazione è stata instaurata con il proprio cane? Saremo avvantaggiati se riusciremo a fargli capire che la nostra vicinanza non è un pericolo e non vogliamo rubargli nulla. Questa è una convinzione che dobbiamo creargli utilizzando momenti anche brevi ma proponendo esercizi precisi per rinforzare il legame. Ci sarà utile per lavorare anche sulla prevenzione, in assoluto la tattica migliore per ottenere un rapporto sano ed equilibrato ed evitare spiacevoli sorprese.
4) Perché vogliamo togliergli qualcosa? Lo facciamo per educarlo, quindi sempre piacevolmente, seguendo tutti gli “step” del caso, o perché sentiamo il bisogno di fargli capire “chi comanda”? Qui fate molta attenzione perché il risultato sarà diverso, come dal giorno alla notte, su tutti i fronti, compreso quello relazionale. Nel secondo caso rientriamo ancora nella vecchia scuola di pensiero di “cane/padrone” (padre padrone). Io comando tu obbedisci, non pensi, non hai emozioni, devi fare tutto quello che ti dico io. (Che schifo! n.d.r.) Tuttavia, se ha preso qualcosa di pericoloso, dobbiamo assolutamente intervenire e se lo avremo educato con piacevolezza, gentilezza e avremo instaurato un rapporto basato sul rispetto reciproco, potremo farlo senza problemi o comunque saremo in grado di gestire la situazione.
5) Di che razza è? Credo che ormai si sappia che le peculiarità di razza sono fondamentali nell’educazione del cane. Sarà più semplice insegnare a lasciare qualcosa a un retriver piuttosto che insegnarlo a un terrier. Se avete un “fantasia” è probabile che predomineranno i tratti caratteriali della razza che si intuisce.

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Trattando l’argomento in questione (per chi si è perso “come togliere un oggetto dalla bocca di un cane”) non posso non parlare del ringhio. Fa parte della comunicativa del cane e ben venga! E’ un avviso! Il cane ci dà modo di rivedere il nostro comportamento. Far finta di nulla, sottovalutarlo, credere che “tanto il mio cane non mi morde”, sono atteggiamenti e convinzioni molto frequenti ma, purtroppo errati. Se il nostro cane ringhia utilizza un comportamento corretto; non ci sta sfidando ma non sta nemmeno giocando. Inibirgli questa comunicativa è pericoloso; potrebbe imparare che è meglio passare direttamente al morso. Il cane, come noi, è un individuo sempre in divenire e si modifica, acquisisce competenze, in base alle esperienze che vive.

Aapppproposito di competenze…. Quali sono le nostre in merito all’interpretazione del linguaggio del corpo del nostro cane? Segnali, vocalizzi, posture. Siamo in grado di contestualizzarli? Capiamo se è rilassato o nervoso, preoccupato, teso, attento o guardingo (differenza sostanziale)?  Ci accorgiamo dei nostri segnali, vocalizzi, posture? Siamo in grado di contestualizzarli? Stiamo parlando di COMUNICAZIONE. Il nostro cane capisce già se giochiamo, siamo nervosi, tesi, a disagio o rilassati. Lui lo sa già! Per noi, invece, NON è così naturale comprendere cosa effettivamente vuole dirci. Gli attribuiamo comportamenti umani e, incappando in questo trabocchetto, pigliamo “pesci per granchi”: non riusciremo mai a capirci davvero.

Ora se pensate che dopo tutte ‘ste chiacchiere le indicazioni per farci lasciare le cose dal nostro cane non le ho date, allora non mi sono spiegata bene e in futuro cercherò di migliorare la mia comunicativa.

Se invece pensate che siamo NOI a dover imparare come farci lasciare qualche cosa dal nostro cane, se pensate che non dobbiamo generalizzare ma, invece, approfondire la sua conoscenza ed elaborare linee guida personalizzate, chiare ed efficaci per ottenere collaborazione e comportamenti gioiosi, allora ho fatto centro! Siete pronti per mettervi “sulle orme del vostro cane e percorrere un sentiero tutto da esplorare”. Code al Vento a tutti!

 

Ma il circo è solo sotto i tendoni?


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No, purtroppo no! Il circo non è solo sotto i tendoni. Un’amica ha postato questo video sulla mia pagina di facebook, molto soddisfatta e orgogliosa di mostrarmi ‘sì tanta piacevolezza.

Sapete quell’emozione che nasce dalla parte alta dello stomaco e sale, sale, attraverso l’esofago, sale e arriva agli occhi, te li fa sgranare e torna giù ai muscoli facciali, ti fa aprire la bocca e ti fa rigurgitare “arghhhh”!!!

Ecco! Diciamo che, scientificamente, la mia amigdala ha processato l’emozione del disgusto e in una frazione di secondo la rabbia mi ha pervaso. Poi un’altra infinita serie di meccanismi hanno fatto sì che tornassi in me (lo confesso, non con poca fatica).

Veniamo al filmato, postato molto innocentemente.

Voi vedete un cane che va in bicicletta? Io vedo un cane in una situazione irrispettosa del suo bisogno e della sua caratteristica di specie che umilia la sua dignità e la sua intelligenza.

Adesso vedete ancora un cane che va in bicicletta? O avete iniziato a pensare a quanto è innaturale per un cane e per tutti i 4 zampe questa posizione e questo movimento.

Bene: andiamo oltre. Quanto, quanto tempo ci è voluto per insegnarglielo? Quanto tempo questo cane ha dovuto assumere posture inadatte alle sue caratteristiche di specie.  Per quante volte ha dovuto sforzare inappropriatamente strutture muscolari, tendinee, ossee. Per quanto tempo e quante volte al giorno gli sarà ancora chiesto di farlo per il puro divertimento di noi umani. Un divertimento inconsapevole del disagio dell’animale.

Non siete convinti? Chiudete gli occhi. Provate ad immedesimarvi nel cane. Provate ad immaginare come vi sentireste se vi costringessero più volte e più volte ad usare in modo inappropriato il vostro corpo. Di quante patologie finireste per soffrire? La facciamo tanto lunga per le ernie al disco, per i colpi di frusta e chi più ne ha più ne metta. Quante cause intentiamo contro i datori di lavoro? Per tutelarci abbiamo anche creato la 626 (legge sulla sicurezza in ambito lavorativo).

Beh i nostri cani non possono avvalersi di tutto questo. Contano su di noi per la loro tutela.

 

Aria di primavera


Ascoltare il mondo

Ascoltare il mondo

Ieri sera su Milano grandine. Temporali anche a Varese.
Ma la primavera è alle porte e ce lo annuncia con le sue gemme e i suoi germogli in ogni dove.
Con la primavera si risvegliano i sensi!
Vista:
D’inverno abbiamo passato molto tempo al chiuso e il nostro campo visivo si è ridotto. Abbiamo abituato i nostri occhi a focalizzarsi solo su oggetti vicini. In primavera iniziamo ad uscire più spesso e guardiamo lontano abbracciando panorami meravigliosi, rivediamo colori quasi dimenticati. Rialleniamo i muscoli oculari e ritroviamo forze interiori. Ascoltare osservando!
Udito:
E’ la seconda parte emotiva del nostro cervello. In primavera alleniamo l’udito alle lunghe distanze. Immergersi nel silenzio ma scoprire che silenzio non c’è: cinguettii, mormorii di corsi d’acqua, vento tra i rami ancora nodosi come mani di nonni affettuosi. Riusciamo più facilmente a prendere le distanze da eventi deprimenti. “Ascoltando lontano” andiamo oltre noi stessi ed accogliamo energia e forza.
Tatto:
In inverno non mettiamo i nostri polpastrelli a contatto con la natura. Tornare a fare passeggiate nei boschi e nei prati. accarezzare foglie, petali di fiori, appoggiare il palmo delle mani al tronco di qualche albero, lavarsi le mani in un ruscello; piaceri incommensurabili da riscoprire. Ascoltare toccando!
Olfatto:
Il più arcaico dei nostri sensi, mediatore tra spirito e materia, ci mette in relazione con il mondo riportando alla mente anche i ricordi più lontani, sopiti nella nostra memoria. L’odore della pioggia, dell’erba bagnata dalla rugiada, gli odori del tramonto sempre più tardivo, il profumo dei fiori e i ricordi della nostra giovinezza resi da Messer Tempo tutti belli. Ascoltare attraverso l’olfatto!
Gusto:
Cambiano le esigenze delle nostre papille. Apprezziamo gusti più freschi e delicati, apprezziamo cibi più naturali. Anche il gusto suscita ricordi e anch’esso è collegato alle emozioni. Assaggiare e ricordare un determinato luogo o momento… Anche il gusto è quel trait d’union tra il nostro inconscio e la nostra memoria. Ascoltare assaporando!

E i nostri cani? I loro sensi sono come i nostri? Come e cosa percepiscono attraverso di essi?
Venite a scoprirlo alla conferenza “Ascolta il Tuo Cane” che terrò il 7 aprile per Varese Corsi. Una sua parte sarà dedicata a questo. Vi aspetto per accompagnarvi alla scoperta del vostro cane!

 

Ironia per una realtà da cani: ovvero “non svegliate il can che dorme”.


Copio e incollo, pari pari, una e-mail che mi ha inviato un affezionato. Mi segue spesso nelle mie conferenze ed ha iniziato con Varese Corsi. I concetti per sviluppare una buona relazione con il suo cane sono a lui molto chiari, sembra però che non si possa dire altrettanto degli altri componenti della famiglia (che conosco). Il suo modo divertente di esporre i fatti lascia anche spazio per “digerire” che il cane ha emozioni e bisogni che vanno rispettati se rispettiamo lui.

Ovviamente modifico i nomi per non “smascherare” il mio simpaticissimo amico.

“Innanzitutto, carissima,

buon anno.

Tu sai bene che Fufi e’ il prototipo assoluto della mansuetudine, eppure ieri, per la prima volta, l’ho visto digrignare i deni non per il suo abituale sorriso, ma con intenzioni aggressive.

E nei confronti di mia moglie, e con le migliori ragioni. Lei lo stava coccolando dopo averlo svegliato e lui ha palesemente mostrato di non gradire le attenzioni: lei ha continuato e lui si e’ rivoltato, giustamente.

Ho seguito il tutto in parte da un’altra camera, sentendo i suoi lamenti di palese insofferenza, e poi ho visto il tentatico di “rivolta”, Per fortuna perche’ lei voleva dargliele, come se la colpa fosse di Fufi e non della sua prepotenza previcatoria.

Peccato non l’abbia morsicata !!!

Forse e’ un esempio che puo’ servirti nelle tue sempre avvincenti conferenze: anche il cane piu’ mansueto non puo’ sempre essere disponibile ai capricci dei padroni, che non devono considerarlo, pur affettuosamente, un gocattolo di cui disporre liberamente.

W FUFI !!!!!!!!!!!!!!!

Un abbraccio

 

MANTENIAMO LA DISTANZA, PLEASE


 

Acquisiamo consapevolezza del fatto che anche noi uomini siamo animali e in quanto tali condividiamo e attiviamo gli stessi comportamenti delle altre specie, sia predati che predatori. Il motore comune è l’istinto alla sopravvivenza. Lo attiviamo con tutto quello di cui siamo capaci nel momento in cui ci si sente minacciati. Una delle principali cause di aggressione da parte di nostri cani è la violazione della loro distanza di sicurezza che anche noi uomini abbiamo. In termini scientifici, se può interessare, dicasi “ Prossemica, ovvero il rapporto individuale con lo spazio”
Per l’uomo si possono distinguere 4 distanze prossemiche ognuna delle quali ha una fase di vicinanza e una di lontananza: ovvero da un minimo a un massimo che non sto a specificare in questa sede.
- Distanza intima: sconfina nel contatto fisico, si avverte l’odore e il calore dell’altro, si usa un tono di voce basso. Un esempio di questa distanza è quella usata tra partner.
- Distanza personale: si può toccare l’interlocutore ma senza avvertirne odore e calore, lo si guarda un po’ meglio negli occhi. Utilizzata  solitamente tra amici
- Distanza sociale: adottata nei rapporti formali tra, colleghi, negozianti ecc, ecc,
- Distanza pubblica: questa viene adottata tra il nostro gruppo (anche di due persone) e un altro (ad esempio su un prato, in spiaggia, ecc, ecc,)
Il tipo di atteggiamento da parte di chi ci avvicina, calmo e tranquillo oppure frenetico, chiassoso e violento, produrrà in noi reazioni e modifiche nell’accettare o meno la diminuzione di tali distanze.
Questi dati sono stati acquisiti scientificamente attraverso lo studio delle parti del corpo delle varie specie. In questo caso gioca il ruolo chiave l’Amigdala, una delle strutture più primitive del cervello che processa le emozioni e attiva il linguaggio del corpo.
TUTTO QUESTO SI TRASFERISCE ANCHE AGLI ALTRI ANIMALI, NELLO SPECIFICO – DATO IL MIO LAVORO – AI CANI.
I tipi di distanza sono simili alle nostre.
- Distanza pericorporale
- Distanza critica
- Distanza di sicurezza
- Distanza di gruppo e, allargando un po’ l’argomento ma non trattandolo il questo contesto,
- Spazio territoriale
Ogni singolo soggetto ha una sua personalissima distanza individuale e quindi sta a noi imparare a conoscere dove cominciano e dove finiscono i confini del nostro cane. In questo modo saremo in grado di rispettarli o di utilizzare un approccio non repentino, minaccioso ed invasivo, causa di reazioni come fuga, aggressione o congelamento.
Queste ultime reazioni, oltre a essere legate al nostro atteggiamento tengono conto anche del luogo in cui avviene l’avvicinamento. In base alla situazione, il cervello (non entro nel merito di quale parte) elabora il comportamento più idoneo per sopravvivere. Le esperienze vissute precedentemente dal cane, la genetica e il suo carattere faranno sì che decida di attaccare, scappare, congelarsi (freeze) o attivare comportamenti sostitutivi (flirt). Se non hanno vie di fuga quasi sempre attaccano, esattamente come faremmo noi se fossimo minacciati e fossimo con le spalle al muro.
ERGO…. Torniamo sempre al discorso di base: sapere come ragionano, pensano, riconoscere le emozioni, riconoscere i loro istinti vi aiuterà a gestire i loro comportamenti e prevenire situazioni spiacevoli. Concludo col motto greco “conosci te stesso” e io aggiungo “per conoscere il tuo cane

Distanza individuale (1) Distanza individuale (3)

 

Cani…insegnanti di vita.


Mi è stato trasmesso. Impossibile non condividerlo con il mondo. Grazie a Fede che mi ha pensata quando lo ha letto e grazie al Dr. Alloggio per averlo pensato e scritto.

Insegnante di vita

 

“Ritengo che anche dalla forte emozione di vita,dall’amore immenso e incondizionato, nonché da quella saggezza istintiva dei cani, possiamo imparare tantissimo per vivere al meglio la nostra vita.

Mi piace dunque pensare a queste lezioni di vita che potrebbero essere a noi consigliate dai nostri amici a 4 zampe.

Se un cane è stato il tuo maestro,  queste sono alcune delle lezioni che non scorderai mai:

Quando i tuoi cari tornano a casa, corri sempre per salutarli

Non perdete l’occasione di andare a fare una gita di piacere

Assapora l’aria fresca e il vento in faccia, saranno pura estasi

Quando è nel tuo interesse, pratica l’obbedienza

Fai sapere quando hanno invaso il tuo territorio

Sonnellini a tratto prima di risalire

Correre correre e giocare tutti i giorni

Evita di mordere, quando un semplice ringhio può essere sufficiente

Nei giorni caldi goditi il piacere della schiena sull’erba

Nei giorni caldi bevi molta acqua e rilassati sotto un albero ombroso

Quando sei felice danza con tutto il corpo

Non importa quante volte puoi essere rimproverato, non sentirti mai in colpa e non mantenere il broncio.

Diletto e gioia in una lunga passeggiata

Mangia con gusto ed entusiasmo

Fermarsi quando ne hai avuto abbastanza

Si sempre leale, non fingere di essere qualcosa che non sei

Se quello che vuoi è sepolto devi scavare fino a trovarlo

Quando qualcuno sta avendo una brutta giornata,  resta in silenzio….. … Siediti vicino  … E “annusa” delicatamente le sue emozioni.”

 

Un cavaliere che si chiama King


Mosca atomicaQuesto è King, uno scricciolo di cane soprannominato “la mosca atomica”. Come tutti anche lui è nato con un destino: quello di trovare una famiglia meravigliosa che si è fatta carico di tutti i suoi problemi. Un giorno questa famiglia decide che è arrivato il momento di arricchire la propria vita adottando un cane. Tutti erano concordi sulla scelta del Kavalier, La mamma, informatissima sul fatto che non vanno comprati in negozio, alle fiere ecc., ecc. contatta due allevamenti. Tramite internet vedono la foto del loro King, se ne innamorano e pertanto scelgono l’allevamento che lo propone. La descrizione gli attribuiva l’età di 3 mesi. Sempre la mamma, che non lascia nulla al caso, mi chiama per una consulenza pre-adozione. Cose da comprare, dove collocare, come comportarsi durante il trasporto e poi in casa e cosa osservare nel cucciolo che sarebbe stato visto insieme alla cucciolata completa. Dopo i consigli pratici, arriva la perla di saggezza: “a meno che non ci siano manifestazioni ecclatanti di disturbi particolari…andate dove vi porta il cuore”. Ci lasciamo con un appuntamento fissato dopo qualche giorno per iniziare il vero e proprio percorso educativo. Ma il giorno seguente vengo contattata: “il cane non si muove dalla sua cuccia: ha passato tutta la sera, la notte e tutt’oggi sempre lì: ci ha fatto anche i bisogni” Mollo quello che stavo facendo e vado a vedere se questo atteggiamento era imputabile ad una eccessiva timidezza in un cucciolo frastornato per il cambiamento radicale che ha dovuto affrontare. Mi ha fatto una gran tenerezza. Messa in atto qualche piccola strategia mi viene il sospetto di essere di fronte a una Sindrome da Privazione Sensoriale, fortunatamente di 1° grado. Il cucciolo che alla fine aveva di fatto 5 mesi e non 3, era sempre vissuto in allevamento senza mai venire a contatto con stimoli ed esperienza diversificate, compreso quella di camminare su una superficie completamente liscia e lucida infatti ci pattinava sopra invece di camminarci e quindi, spaventato, preferiva andarsi a mettere nella cuccetta.King nel sole (6) Naturalmente ero allibita dal fatto che avesse 5 mesi e sinceramente mi è venuto il dubbio che non  fosse nemmeno nato in allevamento, anche perchè il cane non era accompagnato dai documenti e il libretto delle vaccinazioni non riportava le date in cui gli erano state praticate. La mamma mi ha fatto tenerezza, era in preda a grande preoccupazione; l’ho rassicurata dicendole che comunque, anche se in tempi più lunghi il risultato lo avremmo ottenuto. Bisognava avere un pochino più di pazienza e trovare sempre i modi giusti per relazionarsi con questo “cuor di leone”. Iniziamo i primi incontri, pipì e cacche in casa non si contavano, le uscite nel giardino condominiale erano una sofferenza per lui che trasaliva ad ogni più piccolo rumore, non parliamo del percorso per farlo abituare alla pettorina e poi al guinzaglio. Mamma anche se disperata teneva duro, io ero positiva: sapevo che il mio nipotastro ce l’avrebbe fatta! Intanto avevamo inserito in casa dei giochi che gli piacessero molto e gli facessero acquisire competenze. Poi, la mamma che è un medico, si accorge di manifestazioni e sintomi che la convincono poco. Ber farla breve, per non farci mancare niente, a King viene diagnosticata la Sindrome di Chiari. E’ una patologia degenerativa molto frequente in questa razza, da attribuirsi alle manipolazioni genetiche, veri e propri maltrattamenti. A questo punto siamo di fronte ad una vera e propria tragedia. L’allevatore dice di portarglielo indietro perchè avevano diritto a un altro cane, neanche fosse stato un paio di scarpe (commercianti di sentimenti). La mamma è ancor più disperata, anche per dei sui vissuti passati e soprattutto perchè deve dare un dolore a suo figlio. In un primo momento però si indirizza verso la scelta di trovargli un  altro proprietario perchè non si sente in grado di portare avanti la situazione. Io da questa storia sono stata particolarmente provata; mi sono persa 10 anni di vita ma ne ho riguadagnati 20 quando la rotta si è invertita ed è stata maturata, non senza angosce,  la decisione di tenere Kink e accettare giorno per giorno ciò che sarebbe arrivato. Ora è in terapia farmacologia ed è diventato davvero un cuor di Leone. Va dappertutto, gioca con qualunque cosa, lo portano al ristorante, va in auto nel trasportino, è socializzato con gli altri cani, fa un “seduto” da oscar e un “terra” da nobel. Sono davvero contenta: ho trovato una famiglia che ha seguito ogni piccolo, piccolo consiglio. La pazienza e la dedizione ma anche la caparbietà dimostrate dalla mamma sono fantastiche. Se oggi King è sereno, vivace, ed è la gioia della famiglia è perchè lei non ha mollato. E io le voglio davvero bene. Adesso può camminare con le sue gambe e King con le sue zampette ma sanno che ci sarò sempre, per ogni più piccola cosa.