Articoli con tag ‘gioco’

Missione cuccioli. Simone è tornato!


Simone è tornato in Missione!

Simone è tornato in Missione!

MILANO - Accogliere un cane in casa salvandolo da un’esistenza dietro le sbarre di una gabbia del canile. Metterlo a fianco ad un cucciolo d’uomo. E fare sì che sia proprio quest’ultimo ad accudirlo nel migliore dei modi affinché crescere insieme possa essere la più bella delle esperienze di vita. Benvenuti a «Missione Cuccioli», il programma di punta di DeaKids, il canale satellitare De Agostini dedicato all’infanzia (canale 601 di Sky), che arriva alla sua terza stagione. Il debutto è per questa sera, lunedì 23, con la prima delle nuove puntate. Protagonisti saranno ancora una volta il dog trainer Simone Dalla Valle e tutti i trovatelli che saranno strappati ad un rifugio - il programma è patrocinato dalla Lega nazionale per la difesa del cane - per essere affidato ad una nuova famiglia. Oltre ovviamente ai bambini che hanno chiesto di partecipare e che si ritrovano ora con un amico in più con cui condividere le giornate.

Continua su Corriere della Sera

Foto da Immagini Google

 

Un richiamo coi baffi.


Il segreto per un richiamo efficace è, in primis, l’intesa con il proprio cane. Se ci considera interessanti, se riusciamo ad essere un punto di riferimento, sarò molto più semplice insegnargli a tornare da noi. Se, al contrario, ci teme, tenderà a rimandare  il momento del ricongiungimento se non addirittura ad evitarlo. Quindi bando alle punizioni ma gioco e divertimento a più non posso.

Incominciate a fargli associare alla parola “vieni” qualcosa di piacevole, come un bocconcino e una coccola. Meglio se iniziate in un posto tranquillo, in casa, lontano da distrazioni. Se non dovesse venire, perchè non sa ancora cosa deve fare quando sente questo suono, accucciatevi: questo favorirà l’avvicinarsi del cane. Una volta che vi ha raggiunto lodatelo e dategli il premio. E’ importante sottolineare che la ricompensa, in quanto tale, non deve essere un’esca quindi non chiamatelo con il boccone già pronto nelle mani ma aspettate e fatela comparire solo dopo che vi ha raggiunto. Man mano aumentate la difficoltà facendo l’esercizio in giardino - se lo avete - e poi al parco.
E’ utile richiamare il cane non solo al momento di tornare a casa. Qualche volta fatelo tornare da voi, coccole, premio e poi lasciate che riprenda le sue esplorazioni. In questo modo non assocerà sempre il nostro “vieni” alla conclusione di un’attività meravigliosamente interessante.
Può capitare che il cane non ci senta perchè troppo immerso nel suo mondo di percezioni. Non incazz…, non arrabbiatevi e state calmi: non andate voi da lui ma al contrario provate ad allontanarvi un poco, magari anche a passo sostenuto. Quando si accorgerà che la distanza da voi sta aumentando cercherà di raggiungervi, questo naturalmente se vi riterrà un riferimento (come accennato in apertura): accoglietelo sempre con grande gioia e MAI con facce scure, rimproveri e gesti poco gentili.
Vedere tornare da voi il vostro cane di gran carriera, con la “coda al vento” e le orecchie ballonzolanti è molto gratificante ed è una sensazione favolosa!!

 

Un premio per ogni occasione


un premio per ogni occasioneNella mia professione di educatrice cinofila mi capita spesso di sentire definizioni come “il metodo del bocconcino”, “il metodo gentile”, “il metodo del premio” o cose simili.
Queste descrizioni sono, in verità, molto limitative, poiché dietro ad un biscottino, così come dietro ad un nostro gesto, si nasconde un mondo di percezioni, emozioni e conoscenze.
Per questo è molto importante capire esattamente cosa succede nella mente del nostro cane quando lo premiamo e sapere in che modo,  quando, quanto e perché farlo.
I nostri amici a 4 zampe sono di vedute molto aperte. Per loro tutto può essere un premio: il cibo, un gioco, una nostra azione, perfino un suono.
Il repertorio di “gratificazioni canine” è talmente vasto che difficilmente riusciamo a renderci conto di quante conferme, quasi sempre involontarie, diamo al nostro cane, anche quando sta compiendo azioni non ammesse nella nostra società come, ad esempio, salutarci saltandoci addosso. I nostri tentativi, a volte anche poco gentili, di tenerlo lontano, sono da lui percepiti come attenzioni. Per questo continuerà a riproporre il comportamento che noi vorremmo invece far cessare.
Anche per i giochi le possibilità sono molteplici: ci sono giochi creati appositamente per i cani, altri per i bimbi e…molte cose che giochi non sono. Il cane non fa alcuna differenza: per lui qualunque cosa o attività stimolante, piacevole e divertente è un gioco; anche lo spazzolone passato sul pavimento per asciugare la sua pipì - che non smetterà più di fare in casa se ci mettiamo, inconsapevolmente a giocare con lui facendo scorrere lo straccio avanti e indietro. La soluzione ottimale è togliere il “bisognino” di nascosto, quando non ci sta guardando.
Il cibo è ritenuto il “mezzo” per insegnare al cane esercizi precisi; è sicuramente il metodo più usato e più conosciuto come “rinforzo positivo”.
Cosa succede in pratica?
Il cane compie l’azione e viene immediatamente premiato. Anche qui è importante essere consapevoli di ciò che stiamo facendo: il rinforzo è associato all’azione se arriva entro 0,58”. Sì, avete capito bene: meno di    1 secondo. Se non rispettiamo questi tempi, rischiamo di premiare  un’azione diversa da quella richiesta. Ad esempio: chiediamo al cane di mettersi “seduto”, lui si siede, noi tiriamo fuori il premio ma nel frattempo il cane gira la testa. Noi, in verità, stiamo premiando quest’ultima azione. Il rischio a cui andiamo incontro è duplice: diventare dei semplici distributori di cibo ed essere poco chiari nella comunicazione.
Apprendere i corretti meccanismi può essere molto divertente, esattamente come educare al meglio il nostro cane. Abbandonare gli schemi, conoscere davvero il nostro amico e dare spazio alla fantasia…queste sono le buone mosse da mettere in atto. Imparando a gestire il premio - cibo, gioco, attenzione – nella quantità, nel modo e nel momento giusto, non solo insegneremo al cane dei comportamenti precisi ma rinforzeremo anche la nostra relazione, perché tutto ruoterà intorno
al principio della collaborazione e non dell’imposizione. Il segreto per stare bene insieme e ottenere grandi cose è conoscerlo. Quale gioco gli piace di più? Qual è il suo cibo preferito? Würstel, biscotto, formaggio? Ama le nostre coccole sopra ogni cosa? Il nostro cane non torna quando lo chiamiamo? Magari non siamo abbastanza interessanti perché lo abbiamo sempre premiato con il cibo che, forse, lo interessa meno della pallina.

Prima di educarlo bisogna capirlo.
Perché il premio non è solo un gesto ma è il mondo dei suoi significati che fa la differenza.

 

Una conoscenza bestiale


articolo animalinformaAd un corso frequentato agli inizi del mio percorso formativo ha partecipato una femmina di Husky che da cucciola era stata vittima di un incidente. Il trauma riportato le aveva fatto perdere l’uso di un occhio e delle zampe posteriori.  La sua proprietaria aveva preferito non raccogliere i consigli che le suggerivano la soppressione dell’animale. In barba al destino l’ha chiamata Gioia è l’ha munita di un ausilio a rotelle che le permettesse la deambulazione. Non ricordo che età avesse il cane quando ha partecipato al corso di educazione ma ricordo come sia stato possibile farle fare buona parte delle attività previste dal corso stesso. Grazie alla conoscenza delle sue capacità cognitive ed al corretto approccio da adottare abbiamo tutti visto ed imparato come un cane, anche se privato di una parte importante della sua motilità,  possa condurre una vita decorosa ed attiva. Valorizzare la sua mente e tenerla attiva gli consente un impegno pari a quello fisico, lo gratifica e sopperisce alla mancanza di attività motoria alla quale è obbligatoriamente costretto a rinunciare.
Fino a qualche anno fa questo non sarebbe stato possibile. L’addestramento del cane prendeva in considerazione solo l’aspetto performativo (l’esecuzione di comandi) e per questo Gioia non avrebbe potuto avere una vita serena o, forse, non avrebbe proprio vissuto. Fortunatamente tutto è in evoluzione e con l’avvento del metodo cognitivo-zooantropologico si è scoperto un nuovo modo di vivere con il proprio cane, valorizzando la sua diversità e abbandonando quel deleterio retaggio culturale che lo considerava un essere inferiore.
In due parole ecco perchè approccio “cognitivo-zooantropologico”:
- cognitivo: la mente del cane è attiva ed elaborativa e i comportamenti ne sono la sua espressione
-  zooantropologia: è la scienza che studia il rapporto tra l’uomo e le altre specie e si propone di far conoscere la straordinaria importanza della relazione con gli animali. In cinofilia l’incontro delle due entità uomo-cane dà frutto ad un rapporto teso a valorizzare, arricchire ed equilibrare tale relazione. Fornisce gli strumenti per capire a fondo il proprio cane e farsi capire da lui. Il cane non viene più considerato un soggetto passivo, “utilizzato” per vari scopi ma partecipa attivamente alle varie attività della famiglia che nel rispetto della sua diversità gli offre un corretto e coerente stile di vita.
Questo metodo non utilizza coercizione né maniere brusche ma non per questo è inefficacie. La sua applicazione richiede molta fermezza e coerenza condite però di gentilezza. Mette in risalto la mente dell’animale, favorisce l’apprendimento attraverso esperienze e conoscenze, favorisce la collaborazione piuttosto che la dominanza e, tramite la conoscenza del comportamento  permette di migliorare e raggiungere ottimi livelli di comunicabilità. La COMUNICAZIONE è il  principio su cui si fonda ogni relazione di successo. Noi e i nostri cani parliamo lingue diverse e fino a quando non impareremo la loro, continueremo a comunicare l’incomunicabile. Gli innumerevoli episodi di aggressività sempre più alla ribalta, non sono da imputare ad “una mancanza di polso”, come qualcuno crede, ma proprio ad una mancanza di comunicazione, causa di relazioni improprie.
La maggior parte di voi che in questo momento mi legge, conosce già questo metodo e ne è già stata testimonial. Lo ha amato, apprezzato ed ha sognato di applicarlo. Chi ha letto o visto i film  “Zanna Bianca”, “Il Richiamo della Foresta”, ed altri dello stesso filone, avrà disapprovato chi voleva ottenere dei risultati esercitando violenza e avrà approvato chi invece li otteneva con dedizione, pazienza, amore, entrando in sintonia con l’animale (mi piace definire Jack London  pioniere del metodo e della moderna educazione cinofila).
Il romanzo “L’uomo che sussurrava ai cavalli” di Evans, è una dimostrazione di questo modello educativo e chi si è commosso per la magica atmosfera di comprensione e rispetto che si creava tra i due protagonisti, chi si è commosso per quello scambio di sguardi intensi, testimoni di una raggiunta armonia, inconsapevolmente ha apprezzato proprio questo metodo che oggi si avvale degli studi di etologia, antropologia, psicologia, pedagogia, neuroscienze e biologia..
Entrare in sintonia con il proprio cane è molto gratificante. Se vi capita di osservarlo e di chiedervi “chissà cosa pensa”, se sentite che tra di voi potrebbe esserci qualche cosa di più, se non vi giustificate alcuni suoi comportamenti, potete trovare le risposte che cercate con l’aiuto di professionisti che si avvalgono di questo metodo e che vi accompagneranno nella scoperta del vostro cane e, sorprendentemente, di voi stessi.

 

DOG OLYMPIC GAMES


INIZIA IL CONTO ALLA ROVESCIA…

Dog Oympic GamesSi è appena spento l’eco dei giochi invernali di Vancouver, che già si inizia a guardare avanti, al prossimo evento Olimpico: non parliamo di Londra 2012, bensì della prima edizione di un altro tipo di giochi Olimpici, quelli “Cino-Olimpici”. Ebbene sì, il prossimo autunno, dal 14 al 17 ottobre 2010, avranno luogo a Lignano Sabbiadoro i primi Dog Olympic Games® (DOG®) della storia della cinofilia italiana ed europea, un evento che avrà cadenza biennale e che vedrà come protagonisti proprio i nostri cari amici a quattro zampe. Non ve l’aspettavate, vero? Il Centro Sportivo Educativo Nazionale, sempre attento ai cambiamenti e aperto alle novità, ha fatto centro di nuovo: già solo in questa prima fase di lancio, i DOG® sono l’evento che a livello europeo sta riscuotendo un successo sorprendente, tra gli appassionati.
Lo scopo è quello di fare dei DOG® una festa internazionale della cinofilia sportiva e della cultura cinofila, dove lo scopo principale sarà partecipare piuttosto che quello di vincere. Le discipline previste nella prima edizione di questi innovativi Giochi Cino-Olimpici saranno ben 11 (agility, jumping, tunnel cup, rally obedience, obedience, fly ball, disc dog, dog dance, ricerca, nuoto e riporto in acqua) con le gare che si svolgeranno tutte venerdì e sabato mentre le finalissime saranno disputate nella giornata di domenica. Ma c’è di più: in contemporanea all’aspetto agonistico i DOG® saranno arricchiti anche da un aspetto sociale-scientifico.
Nella tre giorni friulana saranno infatti svolti anche convegni veterinari, seminari, corsi di formazione, presentazioni di prodotti e servizi, che godranno tutti del patrocinio di SCIVAC. Anche la location dei DOG® è speciale: il tutto si svolgerà infatti all’interno del moderno resort turistico del Villaggio Sportivo “Ge. Tur.” di Lignano Sabbiadoro (UD), un’immensa struttura di recente costruzione immersa in 60 ettari di pineta, con una capacità di accoglienza nei suoi residence pari a 3000 posti, con 5 ristoranti, 10 strutture sportive (tra piscine, campi di calcio e basket) opportunamente adattate per l’evento e oltre 15 tra sale per riunioni e conferenze.
Nei prossimi giorni verrà pubblicato il Sito dedicato ai DOG®. www.dogolympicgames.eu

Qui il programma

 

La storia di Leon


Di recente ho frequentato il corso, tenuto da un losco figuro di nome Ivano Vitalini,  per conseguire la qualifica di tecnico Mobility Dog (a parte gli scherzi, Ivano è simpaticissimo ed è, per lo CSEN, il coordinatore di questa disciplina.).  Partecipare con il proprio cane sarebbe stato troppo facile. Gli educatori cinofili hanno a che fare sempre con i cani altrui quindi noi partecipanti abbiamo lavorato con soggetti sconosciuti e di provenienze più disparate. Qui è entrato in scena Leon, un bel rottweiller maschio di 6 anni. La sua storia mi è stata inviata da Selene, la volontaria del canile dell’ENPA di Monza che maggiormente se ne occupa e che lo ha accompagnato al corso dove  si è svagato e divertito, dimenticandosi per qualche ora la sua triste realtà.

Leon è quello più basso ;))

Leon è quello più basso ;))

PROVENIENZA: il proprietario di Leon a suo tempo è stato arrestato e il cane è arrivato in canile in quanto nessuno poteva occuparsi di lui, la legge dichiara che chi detiene questi animali deve essere esente da condanne penali: Leon non se lo meritava davvero, non ha mai fatto nulla di male a nessuno, l’unica cosa che lo tiene ancora dietro le sbarre è la fama ingiusta che viene data a questi cani.

CARATTERE: bisogna diventare amici di Leon, lui è un cane da guardia e giustamente difende il suo box, ma con chi conosce da grande soddisfazione. Se da un lato, con chi non ha mai visto fa la faccia brutta, con i suoi amici speciali è un cane da bacio e coccole. Bisogna vederlo per crederci. Essere amici di Leon fa sentire meglio le persone, è una sensazione che riempie di gioia: il suo testone che si avvicina felice e lui che scodinzolante fa le feste. Però ribadisco: bisogna essere suoi amici.
Occorre un periodo di affiancamento da stabilire con il responsabile del canile.

ADOZIONE IDEALE: Leon è stato inserito nel progetto “Famiglia a distanza” ed già è cambiato tanto, ha allargato i suoi limiti e tutti coloro che vengono a trovarlo e lo hanno conosciuto sentono la stessa gioia che lui trasmette a noi. Non è un cane che va dato a chi è alla prima esperienza e a chi ha una famiglia attiva, va bene in un ambito tranquillo.

PER INFO CONTATTARE: noi volontari tifiamo per Leon. E’ possibile adottare Leon a distanza nel progetto seguito da Silvia “Famiglia a distanza” adozioni.monza@enpa.org
e anche venire a conoscerlo per adottarlo finalmente da questo box nel quale è rinchiuso da anni contattando Stefano in orari di canile: dalle 14.30 alle 17.30 esclusi mercoledì e festivi in Via Buonarroti 52 a Monza.Potete anche scrivere a canile@enpamonza.it

ADOTTABILE A DISTANZA adozioni.monza@enpa.org
">/0.jpg" alt="Immagine anteprima YouTube" />

">/0.jpg" alt="Immagine anteprima YouTube" />

 

Fred Astaire (o Ginger Rogers) a 4 zampe.


Il Dogdance consiste nel far eseguire al cane esercizi e figure a tempo di musica, con l’obiettivo di mostrare il cane e il conduttore in un programma musicale creativo, innovativo, originale, usando la musica e movimenti complessi che mettano in evidenza il lavoro di squadra, artistico, scenografico, atletico, e lo stile di interpretazione del tema musicale.
Non è indispensabile che il conduttore sia un ballerino, conosca o esegua passi di danza, nel dogdance la “STAR” principale è il cane e il motivo musicale e la struttura della coreografia vengono costruiti per valorizzare il suo temperamento e le sue particolari caratteristiche.

L’importante è sapere che il Dogdance è una disciplina sportiva che deve realmente dimostrare la gioia e il divertimento che unisce proprietari e cani, con rispetto e serietà, senza in alcun modo mettere in ridicolo il cane con figure o movimenti non naturali.

Il Dogdance, come le altre discipline cinofilo sportive già conosciute, aiuta il cane a sviluppare le sue qualità sia fisiche che mentali e l’umano a capire un po’ meglio il proprio amico a quattro zampe. Il lavoro di “squadra”, migliora la relazione uomo – cane e la capacità di comunicare perché si deve creare nel binomio una forte intesa, fatta di sguardi, gesti, parole e questo fa si che vengano forniti innumerevoli opportunità per migliorare la vita quotidiana. (articolo tratto da CSEN-settore cinoflia).

A questa descrizione mi permetto di aggiungere una nota pesonale che ritengo indispensabile per godere appieno l’uno dell’altro e per non rischiare di perdersi momenti irripetibili. Dimenticatevi la competizione. State  insieme al vostro cane e divertitevi con lui. Non mirate al risultato finale ma godetevi il percorso insieme.

 

Carnevale come Capodanno.


A carnevale ogni scherzo vale (ma c’è un limite a tutto).

Non vorrei essere tediosa ma lo trovo umiliante!

Non vorrei essere tediosa ma lo trovo umiliante!

Per i cani il Carnevale nasconde le stesse insidie del Capodanno. Ogni momento è buono per portarlo a spasso e sentirsi sparare sotto il naso qualche petardo.
Vorrei dare uno spunto per far riflettere sull’eventualità di cambiare per qualche giorno le vostre abitudini.
- Se vi è possibile uscite con il vostro cane in orari tranquilli ed evitate il centro paese o città. Meglio frequentare giardinetti od aree aperte controllando che non ci sia qualche esaltato nei pressi.

- In questo periodo tenete il cane in casa onde evitare che qualche irresponsabile, più o meno volontariamente, si diverta a sparare petardi vicino alla vostra abitazione. Tempo addietro ho dovuto riabilitare un cane al quale avevano fatto esplodere botti in giardino. Da quel momento, terrorizzato, si rifiutava categoricamente di uscire.

-Non lasciate il cane in macchina. Qualche botto sparato nei pressi potrebbe scioccarlo innescando il rifiuto a risalirvi.

-Il cane non si diverte come noi e non capisce il perchè di certe consuetudini umane. Essere mascherato non gli rappresenta nulla e gli crea disagio. Anche se può sembrarci divertente e simpatico per lui è una tortura.

-Penso sia superfluo (ma lo scrivo lo stesso) raccomandare  di non portarlo con voi alle manifestazioni. Troppa confusione, agitazione, rumori molesti e pericoli.

Il Carnevale è una nostra festa. Non coinvolgendolo in cose che possono creargli seri problemi dimostrerete di essere dei proprietari responsabili.

 

Golia e il suo branco.


contemplazione

contemplazione

Ogni tanto i miei amici-clienti mi inviano foto e video dei loro cani.  E’ un modo per rendermi partecipe della loro  crescita, dei loro progressi e della loro vita insieme. Questa foto è stata accompagnata da un commento di Sandra che mi è particolarmente piaciuto: da esso trapela un’atmosfera calorosa di sintonia, amore, comprensione e allegria. Eccolo:

“Anche da cucciolo durante le uscite notturne per i bisognini, si sedeva a osservare il cielo, la luna, il paesaggio…… è un romantico!!!!

Vorrei sapere anch’io se in quei momenti pensa a qualcosa: proprio ieri prima di cena, io e Graziano eravamo seduti sul divano nella stanza che per noi è la nostra cuccia (sopratutto in questi tempi difficili!!!) e Golia si metteva davanti a noi, si appoggiava alle nostre gambe, ci fissava e noi ci chiedevamo: “Cosa ci vorrà dire”???? Ma!!!! Chi lo sa …. Per non sbagliare noi lo strapazziamo di coccole…… (non fanno male vero ? )
Baci buona serata

GoliaQuesta è … l’altra faccia della medaglia. Non è favoloso?

Un immenso grazie per la condivisione di questi momenti e per gli aggiornamenti sul vostro percorso insieme. Mi fa sentire molto realizzata sia come professionista che come amica.

Siete un gran bel branco!!

 

Missione cuccioli.


zampa-dead-kidsEcco una trasmissione a cui dedicare attenzione. In onda su DeAKids (canale 601 di  Sky). Pensata per i bimbi ma con informazioni, contenuti, principi utili a chiunque voglia adotttare un cane. Semplice, divertente, dà ottimi spunti per argomenti da approfondire con lo stesso protagonista o altro educatore che utilizzi il medesimo metodo.

Qui il link al sito e il decalogo per essere buoni padroncini