Articoli con tag ‘veterinario’

Marzo: mese della prevenzione per cani e gatti


dal veteinarioPotete prenotare la visita gratuita presso i veterinari che aderiscono all’iniziativa patrocinata da FNOVI e promossa da Hills e ANMVI.

Qui potete trovare i professionisti più vicini a voi.

Altre  informazioni su CGTV CHANNEL la TV Web per gli amici a 4 zampe.

 

La pipì, il database dei nostri cani.


pipìFare pipì per i cani non è esclusivamente un bisogno fisiologico. La loro urina è un concentrato di dati e informazioni perciò quando vogliono lasciare traccia del loro passaggio, durante la passeggiata la fanno più volte: è come se lasciassero il loro biglietto da visita per presentarsi ai loro simili e comunicare la loro esistenza. Scelgono punti strategici che spesso coincidono con la marcatura di altri cani.
Per rendere più rintracciabile il loro passaggio molti maschi alzano la zampa per urinare più in alto, a livello tartufo
Per gli addetti ai lavori (noi educatori e istruttori cinofili) la frequenza e il numero dei loro schizzetti la dicono lunga anche sul loro carattere e le loro condizioni emotive.

Quando invece vogliono esprimere territorialità fanno pipì verso i margini più esterni del giardino  in modo che chi passa sappia che quel posto è già occupato.

E quando la fanno sulla gambe o sulle scarpe? Non gridiamo allo scandalo. Mica lo sanno che non si fa. E’ molto probabile che gli indumenti siano impregnati di odori di altri cani. Non sgridiamoli!!.
La mia borsa da lavoro (la Mary Poppins bag) sarebbe spesso oggetto di queste loro particolari attenzioni, se non fossi attenta nel prevenirle.

Fare pipì è anche indicatore del loro stato emozionale: quando sono molto contenti o si spaventano  rilasciano qualche goccia o addirittura lasciano la pozzetta; questo comportamento avviene frequentemente nei cuccioli.

Nel caso di cani adulti che urinano molto (nel senso che ne fanno tanta) è bene consultare il veterinario per escludere eventuali patologie. Se tutto è a posto il problema potrebbe essere riconducibile ad uno stato di stress. Quando si trovano in questa condizione l’adrenalina liberata determina l’incremento del’attività dei reni che producono più pipì, con conseguente incremento della sua eliminazione.

 

La dilatazione e torsione gastrica: un’emergenza veterinaria.


dilatazione gastrica e torsioneLa dilatazione e torsione gastrica è  una patologia che nei cani è abbastanza ricorrente. Consiste in un’alterazione dello stomaco, per cui questo si dilata e ruota intorno al suo asse.  Nella sua forma più frequente, cioè quella acuta, rappresenta una vera e propria emergenza veterinaria.

Immaginate, approssimativamente, una lunga calza con entrambe le estremità aperte. La presenza di gas al suo interno può provocare un aumento di volume molto marcato. La parte gonfia tende a ruotare su se stessa provocando delle strozzature ad entrambe le estremità, impedendo l’entrata e l’uscita di qualunque cosa.

Le razze grandi come i molossoidi sono più predisposte alla dilatazione-torsione gastrica ma capita che la patologia si verifichi anche in razze più piccole. Il fattore scatenante non è però solo la conformazione fisica: cani che mangiano con eccessiva voracità ingurgitando anche molta aria o che fanno eccessiva attività fisica dopo il pasto, sono sicuramente più predisposti. Su questo tema ci sono due correnti di pensiero: c’è chi afferma che sia meglio far fare due pasti al giorno per diminuire la quantità di cibo ingerita e chi afferma sia meglio somministrare un solo pasto, di sera, perchè la digestione avviene durante il riposo fisico del cane. A tal proposito gli esperti rimarcano che nel cane la digestione ha un ciclo molto lungo, anche 12-14 ore. pertanto dandogli da mangiare una volta al giorno lo stomaco riesce a svuotarsi quasi completamente interrompendo la produzione dei succhi gastrici che, altrimenti, sarebbero sempre presenti, rischiando di provocare disturbi come gastriti e coliche.

E fondamentale riconoscere i sintomi della torsione: tentativi di vomito con rigurgito di sostanza biancastra, simile al chiaro d’uovo, bava e una elevata dilatazione dell’addome sono campanelli d’allarme. Il cane fatica a respirare per l’eccessiva compressione sugli altri organi e, nel tentativo di alleviare il dolore e migliorare la respirazione,  tende ad allungare il collo  allarga le zampe ed aumenta la frequenza respiratoria. Se a questo punto non si interviene portando l’animale subito dal veterinario, le possibilità di sopravvivenza si abbassano notevolmente.

Approfondimenti su: www.veterinariagiustiniana.com

 

Due pesi e due misure


Ulisse e ArgoAnche Ulisse si disperò per la morte del proprio cane. Il dolore per la scomparsa del proprio animale si perde nella notte dei tempi e già da parecchi anni è riconosciuto anche dal punto di vista legislativo. E’ un dato di fatto che ormai il cane ricopre un ruolo di primaria importanza nell’ambito famigliare.

Ma qualcuno che si ostina a non voler andare al passo coi tempi c’è sempre.

E’  notizia di oggi che il giudice di Milano, Damiano Spera, ha negato alla proprietaria di Maya, cane deceduto per un errore dei veterinari, il risarcimentoo del danno morale. Il magistrato si appella  ad un principio individuato dalla Corte di Cassazione che sottolinea come la perdita dell’animale, anche se causata da un errore dei veterinari, non può essere equiparata ad una «lesione dei diritti inviolabili della persona».

Insomma, questo tizio si è proprio impegnato per “scovare” l’appiglio giusto. Vedendola da un altro punto di vista si potrebbe anche dire che la controparte, invece, non si è impegnata abbastanza per spuntarla.

Legge uguale per tuttiMa la legge non dovrebbe essere uguale per tutti?

 

Cosa possiamo fare per contrastare il traffico illegale di cuccioli?


cuccioli sequestrati da ForestaleIl traffico illegale di cani è ormai argomento all’ordine del giorno. I media e le istituzioni non si risparmiano dal disincentivare l’acquisto di cuccioli dai negozi. Questa piaga però si sta allargando e coinvolge anche altre figure come allevatori e veterinari che insieme a corrieri e commercianti, formano vere e proprie organizzazioni criminali. Purtroppo ancora in molti ignorano le terribili esperienze che un tenero cucciolo può avere vissuto: separati dalla madre molto precocemente, trasportati in condizioni pessime, malati, privi di vaccinazioni, denutriti. Difficilmente questi cani sopravvivono. Anche se li vediamo vivaci, apparentemente sani, la maggior parte di loro sono imbottiti di farmaci proprio per darci l’impressione del loro buono stato di salute ma, appena portati nelle nostre case, la malattia ha il sopravvento e muoiono.
Per combattere questo fenomeno è attivo anche il NIRDA - Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli animali – struttura istituita all’interno del Corpo Forestale dello Stato che ci offre 10 ottimi consigli per salvaguardare i cuccioli e per aiutarci a non cadere vittime di sporchi raggiri (apertura pdf).

 

INTOSSICAZIONE DA PIANTE


Articolo di Sara Ceccarelli – Medico veterinario

nel granturcoI nostri cani, soprattutto se molto giovani, sono animali curiosi, intraprendenti e, a volte, ansiosi di conoscere il mondo che li circonda mediante l’ingestione di tutto ciò che appare nuovo, profumato e interessante: in poche parole appetitoso. Questo atteggiamento, unito al fatto che fisiologicamente spesso tendono a “brucare” per poter usufruire della fibra contenuta nei vegetali, li porta episodicamente a rischiare di ingerire piante intere, foglie, semi, fusti o bulbi che risultano tossici fino a divenire, qualche volta, mortali.

Purtroppo l’abitudine a masticare qualsiasi cosa trovino non è caratteristico solamente dei cuccioli nel periodo della dentizione, indubbiamente più a rischio, ma anche del cane adulto che si annoia o che sente la necessità di “liberarsi” rimettendo o aumentando la rapidità di transito delle feci nell’intestino. Non risulta, inoltre, che i nostri ausiliari abbiano una particolare capacità di distinguere le piante “salutari” da quelle potenzialmente velenose.

Fortunatamente, fatta eccezione per pochi vegetali estremamente tossici (come ad esempio oleandro, ricino, tasso…), in grado di uccidere un cane anche se ingeriti in quantità estremamente limitate, è veramente raro che l’assunzione di una modica quantità di tali vegetali possa determinare quadri clinici estremamente gravi e non risolvibili con quello che risulta l’unico presidio medico attuabile nel corso di queste intossicazioni: la terapia sintomatica. Raramente esistono, infatti, degli antidoti a questi veleni naturali.

Le piante che sono pericolose per i nostri cani appartengono sia a specie comunemente reperibili in campagna, nei parchi e giardini cittadini, ma anche a quelle che comunemente ornano appartamenti e uffici.

Come già evidenziato, per gran parte delle specie vegetali, solamente l’assunzione di una notevole quantità determina intossicazione; per questo gli allarmismi non sono necessari ma, se si presentano i sintomi di seguito indicati, e abbiamo il ragionevole sospetto della loro causa, è sempre utile riferire tutto ciò al veterinario, prima di attuare qualsiasi rimedio casalingo nel tentativo di disintossicare l’animale (farlo rimettere, dare del latte…), dato che talvolta tentativi di cura inappropriati possono aggravare il quadro sintomatologico.

La panoramica qui di seguito offerta …..

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Massima attenzione: avvelenamento da Cycas Revoluta, pianta ornamentale casalinga


cycas revolutaUn’importante segnalazione in merito alla tossicità  della pianta ornamentale Cycas Revoluta, è stata inviata alla Fnovi (Federazione Nazionale ordini Veterinari italiani) dal Centro antiveleni dell’Ospedale  Cà Granda Niguarda.

I  sintomi iniziali di avvelenamento sono troppo generici e pochi sanno che  tutte le parti della pianta sono tossiche. per informazioni più approfondite: lavoro scientifico

“A partire dal 19 giugno 2009, a differenza di quanto osservato negli anni trascorsi, si sono registrate 9 richieste di consulenza tossicologica relative ad esposizione a Cycas revoluta; di queste, 7 riguardavano esposizioni animali, per un totale di 10 cani dei quali, ad oggi, 3 sono morti. Le esposizioni a cycas sono iniziate, secondo il nostro archivio, nel 2007, anno in cui si sono verificati i primi 5 casi certi, sempre in cani, con esito quasi sempre infausto: 3 dei cani sono morti, uno è sopravvissuto mentre del quinto, che aveva sicuramente riportato un danno epatico, non si hanno informazioni certe. La Cycas revoluta Thunb., nota anche con il nome di Sago Palm, al pari di altre palme appartenenti alla famiglia Cycadaceae è potenzialmente mortale per gli animali da compagnia. Queste piante ornamentali, molto diffuse, contengono composti tossici (la B-metil-L-alanina (BMAA), il glicoside cicasina, ed una terza tossina con elevato peso molecolare non ancora identificata) che possono causare vomito e diarrea, depressione del SNC, convulsioni ed insufficienza epatica. Il principale responsabile della sindrome gastrointestinale e del danno epatico conseguenti all’ingestione di cycas è il metilazossimetanolo (MAM), l’aglicone della cicasina; questa molecola ed i suoi derivati sembrano esercitare anche un’azione cangerogena, mutagenica e teratogena.
cycas revolutaA causare i sintomi neurologici potrebbero invece essere il BMAA, un amminoacido non proteico agonista dei recettori del glutammato, e la tossina non identificata che, nel bovino, sembra provocare la paralisi degli arti posteriori. Tutte le parti della pianta sono velenose, ma i semi o “noci” contengono la maggiore concentrazione di tossine: l’ingestione di anche uno o due soli semi può produrre gravi problemi, per cui è indicato intervenire tempestivamente in caso di ingestione da parte degli animali domestici. Come premesso, dal 2007 ad oggi dall’analisi della Casistica del Centro Antiveleni di Milano sono emersi 16 casi di intossicazione da cycas (semi o gambo) nel cane, 6 dei quali con esito infausto. Stando a quanto osservato e ai casi riportati in letteratura, i primi sintomi insorgono normalmente poche ore dopo l’ingestione, con numerosi episodi di vomito e diarrea, grave congestione delle mucose, sete intensa e abbondante salivazione; a questi seguono, dopo qualche giorno, i primi segni dell’insufficienza epatica la quale può anche portare alla morte del soggetto.
In alcuni casi si osservano anche manifestazioni secondarie all’insufficienza epatica, dalle coagulopatie, all’encefalopatia epatica, all’insufficienza renale. Non è ancora stato chiarito se la grave depressione del SNC, che talvolta si verifica, sia un effetto diretto delle due neurotossine della cycas o se sia anch’essa conseguenza del danno epatico. Gli esami ematochimici hanno rilevato alterazioni nella bilirubinemia, elevate concentrazioni sieriche di transaminasi, lieve linfocitopenia, trombocitopenia e leucocitosi. Vivaisti, architetti del verde e talvolta gli stessi veterinari sono purtroppo quasi sempre all’oscuro della elevata tossicità di questa specie. Si segnala come la mortalità riferibile a questa specie sia per i cani estremamente elevata, specialmente in considerazione del fatto che non sono disponibili terapie antidotiche (attualmente le terapie disponibili sono unicamente la precocità dell’intervento di decontaminazione ed il supporto delle funzioni vitali). Inoltre, poiché l’insufficienza epatica inizia a manifestarsi solo alcuni giorni dopo l’ingestione, è fondamentale monitorare costantemente i livelli dei marcatori di funzionalità epatica ed i segni precoci di eventuali effetti secondari legati all’insufficienza epatica, predisponendo una valida terapia di supporto. Soprattutto, è indispensabile rendere nota la tossicità delle diverse parti della pianta, in modo da evitare qualsiasi contatto con gli animali.

autore: Ufficio stampa Fnovi

 

In vacanza con Fido: tuteliamo la sua salute.


cane malatoUn primo consiglio è quello di assicurarsi che vicino alla località prescelta per il soggiorno, ci sia una struttura veterinaria.

Situazioni da prendere in considerazione:
-    il viaggio in auto, traghetto o treno: i cani reagiscono diversamente a questo tipo di situazione; molto dipende dalle abitudini. Un semplice mal d’auto o una vera e propria fobia? Conoscendo il nostro amico e la sua reazione agli stimoli, rivolgiamoci al veterinario e facciamoci consigliare se è sufficiente un farmaco per la chinetosi o è meglio un tranquillante. Eviteremo che il tragitto si trasformi in un incubo.

-    Il cambiamento di abitudini, di temperatura e il viaggio, a volte influiscono sull’apparato gastrointestinale. Potrebbero verificarsi vomito e diarrea che solitamente si sistemano con un’alimentazione più leggera o qualche farmaco specifico. Nel dubbio che i sintomi non siano da imputarsi all’adattamento, rivolgetevi al veterinario del posto.

-    Le punture d’insetti capitano frequentemente in questa stagione: le reazioni variano dal gonfiore associato a dolore, allo shock anafilattico. Solitamente si ricorre ad una terapia cortisonica (per via intramuscolare o endovenosa) da somministrarsi in base alla gravità della situazione. Anche in questo caso l’intervento del veterinario è fondamentale.

-    Lievi ferite o scottature sono da mettersi in preventivo: si dovrebbe detergere la zona interessata con soluzione fisiologica e medicare con pomate specifiche per le scottature o creme disinfettanti e cicatrizzanti per ferite o abrasioni.

riporto inacqua-    E le otiti? Possono essere causate da corpi estranei o colpi d’aria o …d’acqua. Se ci accorgiamo che Fido scrolla la testa o si gratta spesso un orecchio, portiamolo dal veterinario che potrà fare la corretta diagnosi e somministrare la cura adeguata.

-    Ultimo ma non ultimo, il famigerato colpo di calore che può anche mettere a repentaglio la  vita del nostro amico. Viaggiate nelle ore più fresche facendo soste frequenti e controllate l’areazione dell’abitacolo. Considerate che la temperatura varia a seconda delle zone dell’auto: davanti e sui sedili posteriori ci sono le bocchette dell’aria condizionata ma nel vano bagagli, dove solitamente si trasporta il cane, non ve ne sono. Il colpo di calore arriva in un attimo quindi anche in spiaggia facciamolo stare all’ombra. Nel caso vi accorgeste di iperventilazione e ansimare incontrollato, dovete raffreddare il corpo con acqua e ghiaccio sulla nuca, ascelle e piatto delle cosce. In casi estremi immergetelo totalmente, senza indugiare e chiamate il veterinario.

Considerato che luoghi, situazioni, reazioni individuali, sono estremamente variabili, tutto questo si può riassumere in un solo consiglio: prima della partenza sarebbe opportuno recarsi dal veterinario di fiducia per stilare insieme a lui una lista “ad oc” di farmaci di pronto intervento e farsi dare altri preziosi consigli “confezionati” su misura per voi.

 

I cani ci dicono quando stanno male.


dal veterinarioSiamo in grado di riconoscere la loro richiesta di aiuto, di capire l’intensità del dolore e di alleviarlo?
Per intuire i problemi e risolverli al meglio, la nostra sensibilità e conoscere molto bene il nostro cane, anche dal punto di vista comportamentale, sono requisiti fondamentali..

Ma quanto soffrono e in che modo ce lo comunicano? Tutti ci siamo posti queste domande quando lo abbamo visto ferito o malato.

L’esperienza è paragonabile a quella che si vive con i bimbi molto piccoli che, non potendo ancora parlare, non sono in grado di fornire informazioni per fare una diagnosi. Anche nei cani la  soglia del dolore è soggettiva. La corretta diagnosi e il conseguente miglioramento della sua salute, dipenderanno quindi dalla conoscenza del nostro cane, dalla nostra sensibilità e dall’esperienza del veterinario

Il dolore può essere imputabile a una lesione – taglio, frattura, infezione; in questo caso si parla di “dolore acuto” e la diagnosi può essere più semplice da fare perchè l’animale ha reazioni strettamente connesse alla causa. Le cose si complicano quando il motivo della sofferenza non è visibile – artrosi, coliche, tumori, ecc.; la diagnosi per il dolore cronico può essere insidiosa perchè la patologia risulta più difficile da individuare.

La mancanza di comunicazione verbale lascia all’istinto del proprietario il compito di verificare i cambiamenti del comportamento che, come accade anche per l’uomo, può essere influenzato da precedenti esperienze. E’ fondamentale cogliere i segnali indiretti che il cane ci invia e valutare gli aspetti sia visivi che emotivi per trasferire al veterinario il maggior numero di informazioni per aiutarlo a fare una diagnosi corretta e somministrare una terapia idonea.
Alcuni di questi segnali sono evidenti (e involontari) come ad esempio ritirare una zampa ferita o reagire aggressivamente alla palpazione, così come il lamentarsi con mugolii o il persistente abbaiare o l’assumere posture bizzarre. Altrettanto “sospetti” possono essere alcune alterazioni caratteriali (compresa l’aggressività) come il continuo agitarsi, l’incapacità a star fermo o, al suo opposto, lo stare totalmente fermo senza reagire ai richiami usuali del padrone, la tendenza a non voler uscire; lo stesso si può dire per quanto riguarda il rifiuto di cibo e acqua o, al contrario, il bisogno continuo di bere. Se il veterinario esclude la presenza di patologie, si devono approfondire le cause dei cambiamenti  affidandosi ad un esperto del comportamento che metterà in luce i disagi  del cane e stabilirà un percorso riabilitativo.

 

Il cucciolo, le vaccinazioni e la socializzazione.


dsc_0112_800x5371Quando si adotta un cucciolo, tra le prime raccomandazioni che vengono fatte c’è anche quella di non farlo uscire di casa fino a quando non ha ultimato tutte le vaccinazioni. Questo però preclude al cane una corretta socializzazione che deve avvenire proprio nei suoi primi mesi di vita.

Il comportamento del cane e il suo carattere si formano attraverso step ben precisi. Dalla 4^ alla 12^ settimana il cucciolo attraversa il periodo della socializzazione. Questa è una fase molto importante per il suo sviluppo comportamentale, infatti è proprio in questo periodo che il piccolo prende coscienza della realtà che lo circonda. Se diventerà capace di reagire agli stimoli in modo adeguato o meno, dipenderà da quanto e come vivrà le esperienze che gli verranno sottoposte.

Seguendo le tappe delle sue fasi di sviluppo, il cucciolo deve interagire con mamma e fratellini (almeno fino ai 2 mesi), famigliarizzare con altri cani, altri animali, persone e ambiente.

Se questo non dovesse avvenire, è possibile che reagisca con manifestazioni di paura e di fuga di fronte ai vari stimoli e il cane non vivrà serenamente. Inoltre la paura è una della cause di manifestazioni comportamentali aggressive.

Il periodo di socializzazione coincide con quello della profilassi vaccinale: da piccoli la loro risposta immunologica è minore rispetto a quella di un cane adulto, pertanto fino a quando il ciclo delle vaccinazioni non sarà completato, il cane non sarà completamente protetto dai vari agenti infettivi. Il veterinario quindi potrà sconsigliare le uscite e la frequentazione di altri cani.

E’ fondamentale proteggere il cane dal punto di vista sanitario ma lo è altrettanto garantirgli una socializzazione corretta in questa fase così delicata e decisiva per la sua vita futura (imprinting). Considerato che tante piccole esperienze devono essere  da lui vissute necessariamente dal 2° al 3° mese, come si può fare per conciliare le due cose?

Un buon compromesso è quello di fargli conoscere cani regolarmente vaccinati di amici, conoscenti, parenti, in ambiente controllato come i rispettivi giardini o abitazioni. Così facendo il cucciolo impara anche ad interagire con altri esseri umani (bambini compresi)  ed eventualmente altri animali. Impara a conoscere rumori, odori  e varie tipologie di situazioni, compreso il viaggio in auto.

Nella sua abitazione l’ambiente potrà essere arricchito  con oggetti di svariate forme, colori e materiali: scatoloni, caschi, ombrelli…tutto ciò che potrà trovare un domani sulla sua strada.

E’ fondamentale che il cucciolo faccia queste esperienze  nel modo e nel momento giusto, nel rispetto dei suoi tempi e delle sue reazioni, senza mai essere forzato. Tutto deve essere proposto a piccole dosi e in modo piacevole, evitandogli spaventi e stress. E’ un periodo estremamente delicato: farsi accompagnare in questo percorso da un esperto che farà conoscere le esigenze del cucciolo, è sicuramente consigliabile per evitare errori che potrebbero diventare irreversibili. Se tutto verrà gestito nel modo giusto il piccolo crescerà equilibrato, pronto ad affrontare la vita insieme ai suoi compagni umani con curiosità, sicurezza e vivacità mentale.