Le vaccinazioni


La vaccinazione consiste nell’inoculare un certo farmaco per ottenere da parte del soggetto una risposta anticorpale, cioè l’ organismo viene informato dell’ esistenza di quella malattia e stimolato a reagire alla stessa producendo delle sostanze in grado di aggredire e distrugge l’agente causale dell’affezione (virus, batterio o protozoo che sia).

Il vaccino deve essere sempre inoculato ad un soggetto sano, …

altrimenti l’ organismo non è in grado di reagire e produrre anticorpi. Questo prevede che prima dell’inoculo venga effettuata una visita medica per determinare che il soggetto sia clinicamente sano.

La visita clinica non è un corollario ma un punto fondamentale tanto quanto e forse più dell’inoculo del vaccino.

E’ importante nei cuccioli sui quali si deve valutare il corretto sviluppo, l’ assenza di affezioni congenite o che si evidenziano nel corso della prima infanzia. I vaccini poi sono prodotti delicati, vanno tenuti sempre a temperatura di frigorifero e portati a temperatura ambiente solo all’atto dell’inoculo.

Solo farmaci regolarmente acquistati possono avere una tracciabilità dalla ditta produttrice al destinatario finale; tale tracciabilità garantisce una corretta conservazione che, come detto, deve sempre avvenire a temperatura di frigorifero.

La normativa nazionale prevede che i vaccini debbano venire inoculati solo da Medici Veterinari, ma questo lo prevede, a mio avviso, anche il buon senso di ogni individuo in quanto sono in molti ad effettuare sugli animali ogni tipo di terapia casuale vaccinale e non, senza valutarne le effettive conseguenze che possono essere da moderate a gravi.

Tornando alla terapia immunizzante, puntualizzo che sono tenuti solo i medici veterinari  ad emettere certificazione dell’avvenuta vaccinazione (mediante compilazione del libretto sanitario dove viene apposto il talloncino del vaccino ed il Veterinario timbra e firma nell’apposito spazio è la compilazione di un vero e proprio certificato autografo).  Tra l’altro va ricordato che tutti gli animali durante la fase vaccinale  sono potenzialmente a rischio di shock anafilattico, pertanto la vaccinazione va effettuata sempre da un medico Veterinario in grado di affrontare prontamente l’eventuale shock.

Diffidate sempre da chi non è autorizzato a vaccinare.

Evitate di far correre al vostro animale il rischio che si inoculi il vaccino sbagliato, o che si inoculi il vaccino in un momento non opportuno della vita dell’animale o, addirittura, che non si inoculi proprio nulla.

CONTRO COSA POSSIAMO VACCINARLO?
Le principali malattie infettive contro cui si vaccina oggi il cane sono parvovirosi, cimurro, epatite, leptospirosi e bronchite infettiva.

Sono tutte altamente contagiose e possono essere difficili da curare. La vaccinazione antirabbica è obbligatoria solo in alcune condizioni particolari e per portare l’animale all’estero, ma può essere ugualmente consigliata dal veterinario. Il cucciolo si può iniziare a vaccinare tra i 42 e i 56  giorni (6-8 settimane) contro la parvovirosi, cimurro, leptospirosi, epatite, ed eventualmente parainfluenza (o tracheobronchite infettiva o tosse dei canili), il cosidetto vaccino tetra o pentavalente.

Il richiamo va fatto dopo 20-30 giorni sempre con un tetravalente. Un secondo rinforzo va fatto dopo un altro mese. Dopodiché i richiami sono annuali. Fino al termine del ciclo di vaccinazioni è opportuno non lavare i cuccioli, non lasciarli venire a contatto con soggetti non vaccinati, non lasciarli esposti al freddo e alle intemperie, non lasciarli girare liberamente in luoghi a cui possono accedere soggetti non vaccinati.

PARVOVIROSI
La parvovirosi canina è forse la più grave e comune malattia infettiva del cane. Rappresenta un problema serio, con epidemie che possono verificarsi
periodicamente. Esordisce improvvisamente con la comparsa di vomito e di diarrea maleodorante ed emorragica che conducono rapidamente a disidratazione e collasso. Anche il cuore può essere raggiunto dal virus. La morte del cucciolo può avvenire entro 24 ore. L’unica protezione contro questa malattia è la vaccinazione.

EPATITE INFETTIVA
L’epatite infettiva canina è una malattia che colpisce il fegato. Le forme acute possono causare la morte del cane entro 24-36 ore. I soggetti che sopravvivono alla malattia possono divenire portatori e diffondere il virus ad altri cani.  L’epatite infettiva è una malattia a decorso acutissimo nel cucciolo, talvolta è inapparente nell’adulto e nel cucciolone. I sintomi sono in parte sovrapponibili a quelli del cimurro con manifestazioni più attenuate. Compare, come residuo della malattia, l’opacamento corneale che guarisce dopo qualche tempo. Nei canili è tipica la morte improvvisa dei cuccioli, mentre rara è la mortalità nell’adulto. Anche per questa malattia è opportuno ricorrere alla vaccinazione profilattica, associata a quella del cimurro.

CIMURRO
Grave malattia infettiva causata dal virus “Paramyxovirus” . Può essere contratta a qualsiasi età tramite contagio diretto da un cane ammalato, ma anche dall’ambiente in cui si trovino materiali patologici infetti (saliva, feci, urina, ecc.). Il periodo di incubazione varia dai 3 ai 7 giorni con febbre alta e mancanza di appetito; in seguito, a seconda della via di introduzione, sopravvengono i sintomi della malattia:
- digestivi (vomito, diarrea, stomatite, tonsillite);
- respiratori (tosse, scolo catarrale dallee narici);
- oculari (lacrimazione intensa, congiuntivvite purulenta);
- cutanei (pustole, esantemi sotto le ascellle e sul ventre);
- nervosi (convulsioni, paralisi, meningitii, encefaliti, tic).
La mortalità è alta, anche se non si esclude la guarigione del cane: frequentemente, nell’animale che abbia superato questa malattia, si riscontrano fenomeni neurologici permanenti (epilessia, convulsioni, paralisi, cecità). L’unico mezzo efficace e non pericoloso per la prevenzione è la vaccinazione che verrà fatta, con cadenza annuale, per tutta la vita del cane.

LEPTOSPIROSI
Si tratta di una malattia infettiva di origine batterica, prodotta da diversi tipi di leptospira, molto diffusa in tutto il mondo. E’ trasmissibile direttamente, da animale malato a sano, o indirettamente attraverso l’ingestione di acqua, alimenti o altro materiale contaminato (acqua di torrente, fiumi, canali e fognature). Agenti di diffusione sono soprattutto i roditori (topo nero, topo di fogna e porcospino) che non patiscono tale infezione ed eliminano le leptospire con le urine.
Inizialmente i sintomi sono febbre, malessere generale, anoressia, tonsillite e vomito.
Nel cane le leptospirosi si manifesta in tre forme cliniche: gastroenterite emorragica, ittero o nefrite.
La prima (morbo di Stuggart o tifo canino) è dovuta alla “Leptospira Ictero-Haemorragiae” o alla “Leptospira Canicola”; presenta vomito emorragico, diarrea e insufficienza renale acuta. Anche la forma itterica è data da questo virus e presenta, oltre ai sintomi già descritti, ittero coloro giallo arancio e piccole macchie rosse sulle mucose. La nefrite è causata la “Leptospira Canicola” con forme renali molto gravi. Oltre ad essere molto pericolosa per il cane può essere per evenienza rarissima trasmessa all’uomo (Zoonosi).
La profilassi consiste nella vaccinazione con richiamo annuale, mentre per i cani che sono più esposti degli altri all’infezione, è consigliabile ripetere il richiamo ogni sei mesi.

BRONCHITE INFETTIVA O PARAINFLUENZA
Il virus della bronchite infettiva o parainfluenza canina è uno dei patogeni responsabili della malattia conosciuta come “tosse dei canili”. Come indica il nome, è una malattia respiratoria molto contagiosa, specifica di canili, pensioni, allevamenti e rifugi.
All’origine di questa malattia si riscontrano numerosi virus e batteri, tra cui quelli principali e fondamentali sono il batterio Bordetella bronchiseptica e il virus della Parainfluenza. I cani colpiti da questa malattia manifestano una tosse secca che può durare molte settimane, causando disagio tanto al cane quanto a chi vi convive. Esiste un programma specifico di vaccinazione che è consigliabile per i cani che vivono in collettività.

RABBIA
La rabbia è una malattia virale che può essere trasmessa all’uomo (zoonosi) attraverso il morso e il graffio di animali infetti. E’ quindi importante non lasciare liberi i cani nelle regioni in cui questa malattia è diffusa negli animali selvatici. Nel nostro continente la patologia è presente soprattutto in Germania, Francia, Austria, Paesi dell’Est ed Ex Jugoslavia. Si manifesta con sintomi a carico soprattutto del sistema nervoso. La vaccinazione antirabbica è attualmente obbligatoria solo in alcune regioni italiane tra cui il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto Adige. E’ inoltre obbligatoria quando si porta il cane all’estero o in Italia nelle zone sopra indicate e in Sardegna, che è indenne dalla malattia.
La vaccinazione antirabbica può tuttavia essere consigliata dal veterinario anche nelle altre zone. Si consiglia di rivolgersi al proprio veterinario per ogni aggiornamento relativo agli obblighi vaccinali per la rabbia.

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