Varese partorisce un’ordinanza che regolamenta l’accesso dei cani nei locali pubblici.
Pubblicato in Educazione il 04/06/10 09:52 da Laura
Nel mio precedente articolo ho pubblicato la risposta, ottenuta dal Comune di Varese senza non poche difficoltà, con la quale mi si comunicava che nessuna ordinanza sindacale regolamentava l’accesso dei cani nei locali pubblici. A distanza di circa 2 mesi mi hanno messa al corrente che con ordinanza n° 6 del 3.3. 2010, la materia è finalmente regolamentata.
ordinanza n° 6 del 3.3.2010 – Comune di Varese
Non ci sono più dubbi: il potere decisionale spetta solo ed unicamente ai proprietari degli esercizi. Potete dare larga diffusione all”Ordinanza per sfatare la convinzione che molti gestori hanno, di essere multati per la presenza di cani nei loro locali. Per quanto mi riguarda l’ho trasmessa all’UNIASCOM e alla CONFCOMMERCIO con preghiera appunto di diffonderla (non ho ottenuta alcuna risposta).
Ora sta a noi cittadini dimostrare senso civico e responsablità per fare in modo che sempre più gestori aprano le porte ai nostri cani. Il nostro buon senso ci dovrà far rispettare le norme igieniche, e le regole di civile convivenza e rispetto reciproco. Se abbiamo un cane agitato, che non sta fermo un secondo, che abbaia incessantemente, evitiamo di creare problemi. Evitiamo situazioni che possono creare intolleranze: va a discapito dei nostri amici a quattro zampe!!
23/04/10 at 18:57
Ciao Laura, non ci conosciamo, almeno non credo. Stavo cercando notizie certe e approfondite sulla fantomatica ordinanza un po’ sibillina e poco chiara, e mi sono imbattuto in questo Blog.
Appena ho letto l’articolo su VareseNews riguardo al divieto di ingresso dei cani in Bar e Ristoranti, la mia compagna ed io ci siamo attivati. Abbiamo informato il nostro amico Consigliere Comunale Mirabelli che a sua volta dopo essersi informato ha scritto alla Prealpina, su VareseNews e credo anche alla Provincia e a Il Giorno: ovviamente criticando l’ordinanza. Ecco spiegata l’origine degli articoli. Oltre a questo, da una decina di giorni abbiamo iniziato una raccolta di firme, sempre contro l’ordinanza. Ne abbiamo raccolte già centinaia su carta, e da ieri ho pubblicato anche una petizione Online. Questo è l’indirizzo:
http://www.firmiamo.it/divieto-ingresso-cani-ristoranti
Ti invito a diffonderla tra i tuoi contatti, più siamo più sarà facile avere chiarimenti precisi in merito e magari fare in modo che la questione Bar-Ristoranti venga risolta una volta per tutte, soprattutto rispettando il regolamento di polizia veterinaria.
Penso che un bel numero di firme abbia il suo peso a livello psicologico, soprattutto considerando che l’anno prossimo ci saranno le elezioni comunali.
Come vedi non sei sola…
09/04/10 at 21:40
Il padrone del cane deve essere educato. Se il padrone è educato anche il cane lo sarà- Dove abito io, non ho problemi ad entrare nei negozi e anche nei bar. Nessuno ha insegnato alla mia cagnolona ma lei è sempre ben educata. Fin da piccola è stata abituata ad entrare nei negozi, bar, ristoranti. E’ molto paziente, lei si accuccia ai miei piedi quando io scelgo qualcosa o sono alla casa.
09/04/10 at 19:28
Hai ragione. Questa ordinanza ha creato grande scompiglio invece di fare chiarezza. Mi sto muovendo in varie direzioni. Non trovo la disponbilità in tutti quelli che contatto ma a qualche cosa approderò. Sembra che la categoria dei bar e ristoranti sia diversa da quella dei commercianti e l’ingresso dei cani venga regolamentato da una fantomatica regolamentazione comunale di igiene pubblica che addirittura risale al 1980. Nessuno la conosce, nessuno sa se è stata modificata, devono tutti fare delle verifiche. Comunque, secondo me, in caso di rogne il gestore dovrebbe esigere di vedere questo regolamento e non fare nulla se non gli viene mostrato. Bisogna tenere presente che è sempre la figura del Sindaco preposta anche ai controli sanitari; poi lui demanda l’incarico all’ASL ma è lui la figura di riferimento. Al di là che la cosa sia più o meno regolare quello che mi lascia amareggiata, quello che mi domando, è come mai, in un periodo in cui si cerca di diffondere una corretta e sana educazione cinofila (Martini in testa), Varese, non solo non la promuove ma complica anche le cose. Mi piacerebbe capire quale assurdo disegno c’è dietro a tutta questa ostinazione (perchè c’è, non vi è altra spiegazione). Sembra quasi un vissuto personale del Sindaco, mosso da astio e livore nei confronti dei cani ma non solo. Infatti Varese non ha mai dimostrato di interessarsi agli anmali, di tutelarli, di considerarli. Quello che è stato fatto aveva sempre alle spalle un ritorno pubblicitario, anche perchè un minimo un Comune deve dimostrare di fare. Ad esempio…l’UDA, Ufficio Diritti degli Animali, non ha uno sportello. Una volta sono stata ricevuta nell’antrone delle sede di Via Copelli ed un’altra volta avrei dovuto incontrarmi con il coordinatore delle Associazioni animaliste, Fanizzi, in un locale situato in una traversa di V.la Aguggiari; per altro lui non era nemmeno in posseso delle chiavi (almeno questo è quello che mi ha riferito). Insomma… fumo negli occhi, per tutti. Sto approfondendo la questione, sto aspettando delle risposte. Ecco perchè non ho pià pubblicato articoli in merito all’argomento. Aspetto di avere notizie certe. E comunque….sono sola.
09/04/10 at 15:50
io non capisco, ora sembra dagli articoli di prealpina e provincia che sono esclusi i bar… ho fatto togliere il cartello a andrea e adesso????? che burdel in sta città. A me l’ordinanza non sembrava avevesse delle limitazioni…